Donadoni mette k.o. il Milan

LIVORNO, – Per se’, contro il proprio passato e per la Juventus. Quanto è strana la domenica di Roberto Donadoni. Il suo Livorno sconfigge il Milan, grazie ad una zampata di Colombo, e permette ai bianconeri di Capello di allungare in classifica. L’ex tornate rossonero si stropiccia le mani: 2 vittorie in due gare, miglior debutto in A era difficile immaginarlo. Livorno è ostile per i rossoneri, più sul campo che sugli spalti, dove l’ ironia e i cori contro Galliani e Berlusconi non sono mancati. Ma sberleffi a parte, sono il dinamismo e la bravura del Livorno a far male. E qui la politica non c’entra, ed è solo un caso se la squadra del presidente Ciampi ha avuto la meglio su quella di Berlusconi. La realtà è un altra.
Il campo parla di un Milan involuto e irretito dall’ardore amaranto con i giocatori che sembrano aver metabolizzato tutto l’ odio della curva rossa verso la squadra del premier, tanto da soffocare ogni suo giocatore. Brutto Milan: ai rossoneri manca la corsa, manca la precisione nelle trame di gioco, manca la voglia di far male. Si’, l’ arbitro Farina può averli penalizzati in un paio di occasioni, ma il direttore di gara ha sbagliato anche nei confronti del Livorno (Dida su Lucarelli). E allora è più facile pensare che il Milan cominci ad accusare il mal di trasferta. Non vince e non segna lontano dal Meazza dal 4 dicembre scorso. Ancelotti dovrà interrogarsi. Al di la’ delle statistiche, la fotografia della gara immortala un Milan scarsamente reattivo e che subisce la voglia del Livorno.

MARCATORE: Colombo al 28′ pt

LIVORNO (3-4-1-2): Amelia, Galante, Vargas, A. Lucarelli, Balleri, Passoni, Vidigal, Doga, Vigiani (24′ st Grauso), Colombo (15′ st Protti), C. Lucarelli (22 Mareggini, 7 Grandoni, 16 Giallombardo, 67 Ruotolo, 9 Danilevicius). All: Donadoni.

MILAN (4-3-1-2): Dida, Cafu, Nesta, Sta, Maldini, Gattuso (1′ st Seedorf), Ambrosini (28′ st Rui Costa), Dhorasoo, Kakà, Schevchenko, Crespo (20′ st Tomasson) (17 Abbiati, 5 Costacurta, 26 Pancaro, 32 Brocchi). All: Ancelotti.

Arbitro: Farina di Novi Ligure.

NOTE – Angoli: 5 a 5.
Espulso: Nesta al 48′ st per doppia ammonizione entrambe per proteste.
Ammoniti: Vidigal, Rui Costa e Stam per gioco scorretto, Colombo, A.Lucarelli, Balleri e Shevchenko per comportamento non regolamentare.
Recupero: 1′ e 4′. Spettatori: 25 mila.
E’ impressionante il secondo tempo dei rossoneri: sono in svantaggio e anzichè aggredire gli amaranto li patiscono soprattutto nelle ripartenze e Dida è costretto ai miracoli. Solo nel finale la squadra di Ancelotti ha un sussulto e schiaccia gli avversari nella propria metà campo, ma è assedio inutile. Che sarà una partita dura, Ancelotti lo capisce fin dall’ inizio, quando scopre che la squadra dell’ amico Donadoni non teme la gara e il nome dei campioni del Milan.
Il Livorno morde le caviglia agli avversari, li manda in confusione, li induce agli errori. In questa bolgia di ardore e fisicita il gruppo di Donadoni sale in cattedra: gioca di prima, occupa tutti gli spazi del campo, offre al portatore di palla sempre un paio di soluzioni di gioco.
Il Milan resta a guardare e Passoni giganteggia davanti ad Ambrosini. La difesa attenta del Livorno toglie dal campo le punte rossonere, in asfissia anche per l’ assenza di rifornimenti del centrocampo. Restano a galla Maldini, Dhorasoo e Kaka’. Sono del brasiliano gli unici sprint rossoneri, suo il palo(21′) che potrebbe portare in vantaggio il Milan.
La squadra di Ancelotti fa veramente poco anche se Ancelotti può recriminare per una trattenuta in area di Vidigal su Ambrosini (5′). Ma la bilancia si riequilibra presto: e’ il 22′ quando Lucarelli anticipa Dida che lo travolge. Rigore per tutti, non per Farina. La crescita del Livorno è palese e il gol arriva sei minuti dopo: punizione di Passoni, testa di Vidigal, respinta di Dida e tap-in vincente di Colombo.
Nell’ occasione Nesta e’ umiliato dal portoghese, Stam ridicolizzato dalla velocità dell’ autore del gol. La figuraccia di Nesta e Stam è l’ emblema delle difficoltà del Milan che dal gol subito non si riprenderà più, neanche con l’ ingresso di Seedorf per un opaco Gattuso. Anzi, il Livorno sfiora il gol con Galante al 45′ pt con un colpo di testa: anche in questo caso la difesa rossonera è immobile. Nell’ intervallo in tribuna c’è chi dice ”il Livorno e’ travestito da Milan”, con riferimento al Carnevale che nella vicina Viareggio è alla prima uscita dei suoi famosi carri.
La pausa non giova alla squadra di Ancelotti. Il Milan torna in campo molle e il Livorno cerca il colpo del ko: da un errore di Cafu nasce un’azione che porta al tiro Vigiani (2′).
Il centrocampo rossonero cede alla pressione amaranto e Vigiani in percussione centrale fa ancora paura con un tiro alto. Poi Donadoni si inventa Protti alla Altafini e la punta si fa subito vedere con un gran tiro (18′) su cui Dida è bravo, poi e’ la volta di Lucarelli a far esaltare il portiere rossonero.
L’attaccante amaranto è indemoniato: spazia su tutto il fronte di attacco. La sua voglia, come quella di tutto il Livorno, è impressionante. E mentre gli amaranto giocano, orchestrati da Passoni, il grigiore milanista è squarciato da un lampo di luce: cross da centrocampo, liscio di Galante, Amelia che travolge Sheva. Altro rigore non visto (27′). Ora il Livorno soffre un pò il sussulto d’orgoglio del Milan, ma trova la forza per reagire: punizione di Lucarelli, nel recupero, e traversa con deviazione di Dida.
Finisce con Bandiera rossa, già intonata al gol della vittoria, e Bella ciao: ma nella sconfitta del Milan la politica non c’entra.
Ha vinto chi ha giocato meglio: il Livorno

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