Terremoto politico per la Francia del “no”

Pubblicato il 30 maggio 2005 da redazione


PARIGI – Ampia vittoria del no al referendum francese sulla Costituzione europea. Il ministero dell’Interno ha reso noti i dati definitivi: il no ha raccolto il 54,87 per cento dei voti contro il 45,13 per cento dei si’. L’affluenza alle urne è stata del 70 per cento. Si tratta di una partecipazione record che ha largamente superato l’affluenza al precedente referendum europeo sul Trattato  di Maastricht, il 20 settembre del 1992, attestatasi al 69,7 per cento. Jacques Chirac ne ha preso atto, e intervenendo in tv, dopo pochi minuti dall’esplosione di quelle cifre del No alla Costituzione europea – dal 54,5 per cento al 55,6 per cento – ha detto ai francesi che la loro decisione è ”sovrana”.


Una decisione che è stata un vero terremoto politico per le conseguenze che ha soprattutto in Francia. Marc Lazar, politologo e docente a Sciences-Po, ha parlato delle molte ”vittime” del referendum: ”Il trattato costituzionale è la prima vittima ed apre una crisi europea, perchè la Francia è paese fondatore”.


Sul piano interno – osserva Lazar – si tratta di “un altro terremoto, dopo quello del 2002. Il presidente della repubblica è  indebolito, il suo governo anche, il partito socialista è in una situazione di crisi completa”. “Il voto – spiega Lazar – potrebbe aprire anche un clima di tensioni sociali, molto forti. C’erano stati già prima di questo voto scioperi e manifestazioni importanti. I motivi di difficoltà sociale sono diversi, ma questa volta una parte della popolazione potrebbe dire che questo è il momento giusto, perchè il governo è indebolito”. E Chirac vuole intervenire proprio su questo terreno. Ha confermato che “nei prossimi giorni darà” un nuovo e forte impulso all’ azione del governo nazionale. Si è reso conto delle “preoccupazioni” dei francesi, ed è pronto a cambiare la guida del governo. Il premier Jean-Pierre Raffarin se ne andrà da palazzo Matignon. Al suo posto andrà forse Dominique de Villepin, ministro degli interni ed ex capo del Quai d’ Orsay. O forse il ministro della difesa, Michele Alliot-Marie. Ma anche il presidente dell’ Ump, Nicolas Sarkozy, anche lui fra i possibili pretendenti, ha detto che “i francesi ci chiedono revisioni profonde, rapide e vigorose”.


Problemi enormi si aprono anche a sinistra, nel partito socialista, che esce a pezzi da questa consultazione. Mentre nel dicembre scorso, nel referendum interno, i suoi militanti avevano detto Si’ alla Costituzione europea, oggi al 59 per cento avrebbero votato per il No. Il segretario Francois Hollande parla di un voto “come rigetto del potere” e chiede al partito di essere unito. Ma il vero trascinatore del No – secondo gli istituti di sondaggio – è Laurent Fabius, numero due del partito, rafforzato dal voto nelle sue ambizioni presidenziali del 2007. L’ ex premier socialista sarebbe per il 34 per cento degli elettori il vincitore, seguito dal leader dell’ estrema destra Jean Marie Le Pen con il 27 per cento e dal nazionalista Philippe De Villiers con il 22 per cento. È stato un voto che ha prodotto, secondo l’ istituto Tns- Sofres, quattro “fratture”: politica, con la spaccatura dei partiti più grandi, Ump e Partito socialista; sociologica, operai massicciamente per il No; generazionale, per il Si hanno votato solo gli anziani; e di prospettiva europea, per alcuni la Francia sarà più debole in Europa, per altri più forte. E le preoccupazioni sociali, più del trattato europeo, sembrano essere stati i veri motivi che hanno spinto al No.


Secondo Tns-Sofres in testa, con il 46 per cento, c’ è la paura della disoccupazione, poi il malcontento sociale con il 40 per cento ed infine, solo con il 35 per cento, la possibilità di rinegoziare il trattato.


“Tengo a dire ai nostri partner europei che la Francia resta naturalmente in Europa e manterrà tutti i suoi impegni”: queste le prime parole di Jacques Chirac, il presidente francese, dopo l’annuncio della vittoria del no al referendum francese. “I francesi – ha detto il presidente – si sono democraticamente espressi. La vostra decisione – ha continuato in un discorso a reti unificate – è sovrana e io ne prendo atto”. Chirac ha confermato che “nei prossimi giorni darà un nuovo e forte impulso” all’azione del governo nazionale. Una risposta – ha detto il capo dello stato nel suo messaggio televisivo – alle “preoccupazioni” emerse nella campagna referendaria. La vittoria del no – ha però aggiunto – ha creato “inevitabilmente un contesto difficile per la difesa dei nostri interessi in Europa” L’Unione europea “ha il cuore triste” ma “prende atto del No francese alla Costituzione euroopea. È quanto sostiene una dichiarazione congiunta firmata dal presidente di turno dell’Ue Jan Claude Juncker, da quello del Parlamento europeo Josep Borrell e da quello della Commissione José Manuel Barros, ma “la costruzione europea non si ferma” assicura il presidente di turno dell’Ue, il premier lussemburghese Jean-Claude Juncker.


Dall’Italia il presidente della Repubblica Ciampi si è dichiarato dispiaciuto per l’esito negativo del referendum in Francia. “L’esito negativo del referendum francese è una battuta d’arresto. Si imporrà ora uno sforzo propositivo da parte di tutti i Paesi che hanno a cuore il successo del progetto europeo, a cominciare dalla Francia, nello spirito dell’ ideale comunitario che essa stessa ha promosso””Nel pieno rispetto della volontà democraticamente espressa dai cittadini di uno dei Paesi fondatori – ha dichiarato il vice presidente del Consiglio e ministro degli Esteri Gianfranco Fini – ritengo che le procedure di ratifica del trattato costituzionale debbano proseguire nei vari Stati membri dell’ Unione, secondo le forme e i calendari previsti”.


“Se il risultato è questo, sono enormemente dispiaciuto. Bisogna riflettere e ascoltare questi segnali di disagio. Ma pur tenendone conto, bisogna far proseguire lo stesso con tenacia il progetto europeo”: è il primo commento a caldo di Romano Prodi sul referendum francese.


“I dati che arrivano dalla Francia indicano una vittoria del no che noi avevamo atteso e che chiude una fase, quella dell’Europa nata a tavolino e dalla carta bollata”: all’Ansa il ministro delle Riforme Roberto Calderoli commenta il risultato del referendum in Francia. “Ripartiamo dall’Europa dei popoli – ha aggiunto Calderoli – un’Europa che parte dal basso, con la parte comune che sia gestita da organismi elettivi, perchè oggi gli organismi europei in termini di rappresentanza democratica sono una barzelletta e il Parlamento europeo è fumo negli occhi ai cittadini”.


“Nessuno – ha spiegato il ministro delle Riforme – dice un no assoluto all’Europa, ma dal disastro che sta emergendo, dalla crisi dell’area dell’euro, bisogna pur trarre delle conclusioni. E a questo punto o ci sarà una politica diversa della Banca centrale europea o è meglio che si ritorni alle monete nazionali”.

I commenti sono chiusi.

Ultima ora

17:19Raggi: legalità punto fermo, c’è riconoscimento Anac

(ANSA) - ROMA, 21 GEN - "Legalità, trasparenza e lotta alla corruzione sono punti fermi per la nostra amministrazione". Lo scrive su Fb la sindaca di Roma Virginia Raggi che annuncia: "Abbiamo investito energie nel tavolo tecnico congiunto con l'Autorità Nazionale Anti-Corruzione. Finalmente si raccolgono i primi risultati. E sono positivi. Nella relazione conclusiva sul lavoro svolto dal Tavolo, l'Anac ha espresso apprezzamento per gli importanti e i significativi risultati raggiunti". In particolare per "l'aumento del numero di gare a evidenza pubblica". "Misure efficaci" in materia di anticorruzione nell'ambito del piano triennale di prevenzione. "Azioni correttive" "di particolare rilievo" intraprese sul "sistema di governance delle società partecipate dal Comune". Permanere di "criticità" sulla "centralizzazione degli acquisti", sulla "rotazione del personale", su una "elevata ed anomala cancellazione di Cig", cioè i codici identificativi di gara negli appalti. Sono alcuni degli aspetti messi in luce dall'Anac.

17:08Procura Spagna,arrestare Puigdemont se va in Danimarca

(ANSA) - ROMA, 21 GEN - La procura spagnola chiederà l'attivazione di un mandato di arresto europeo contro l'ex presidente della Generalitat della Catalogna, Carles Puigdemont, se domani andrà in Danimarca, dove ha in programma di partecipare ad un dibattito all'Università di Copenhagen. Lo riferisce El Pais, citando un comunicato della procura, in cui si spiega che si vuole chiedere alle autorità danesi l'arresto e la consegna alla Spagna della "persona indagata". Puigdemont è in auto esilio a Bruxelles.

16:40Sms ingiuriosi e diffamazione in articolo, Sgarbi condannato

(ANSA) - MILANO, 21 GEN - Contrariato da un articolo sul Corriere della Sera che criticava il Padiglione Italia della Biennale di Venezia del 2011, da lui curato, il critico d'arte e politico Vittorio Sgarbi prima ha iniziato a scrivere sms con parolacce e offese all'autore del pezzo pubblicato, il giornalista Sebastiano Grasso, e poi in un articolo su Il Giornale, ha usato nei confronti del recensore considerazioni da lui ritenute diffamatorie. Ora il Tribunale di Milano, giudice Nicola Di Plotti, in sede civile, lo ha condannato a una pena pecuniaria per ingiuria e diffamazione a mezzo stampa. E inoltre alla pubblicazione, a proprie spese, di un estratto della sentenza sul Corriere della Sera che avverrà domani. La notizia è stata resa nota dall'avvocato Biagio Cartillone, patrocinante di Grasso già responsabile delle pagine dell'arte sul quotidiano di via Solferino, che ha prodotto integralmente la sentenza.

16:30Calcio: furia Insegne dopo sostituzione, Sarri ‘stai zitto’

(ANSA) - ROMA, 21 GEN - C'è una piccola nube nella vittoria del Napoli a Bergamo. 'Colpa' del siparietto polemico andato in onda al 29' del secondo tempo quando il tecnico azzurro Maurizio Sarri, con la sua squadra avanti 1-0, ha deciso di sostituire Insigne con Hamsik. Ma il giocatore non la prende bene e mentre si avvia verso la panchina si lascia scappare un 'vaffa', ripreso dalla telecamere come ricostruisce anche Sky, con Sarri che lo redarguisce immediatamente dicendogli un eloquente: "Siediti, e stai zitto".

16:29Rapporto di Israele, aumenta l’antisemitismo in Europa

(ANSAmed) - TEL AVIV, 21 GEN - Un aumento negli "incidenti razzisti" in Europa contro gli ebrei. Lo segnalano i dati di un rapporto del Ministero della Diaspora - retto da Naftali Bennett - relativo al 2017 e ripreso oggi dai media. Secondo il rapporto, l'aumento ha raggiunto il 78% "di violenza contro gli ebrei" in Gran Bretagna, mentre in Francia uno ogni tre "incidenti razzisti" è diretto contro gli ebrei che nel paese sono meno dell'1% della popolazione. Per i dati, in Ucraina il numero degli incidenti "è raddoppiato" e più del 50% dei profughi in Europa ha "opinioni antisemite".

16:17Sci: cdm, Kristoffersen vince slalom Kitzbuehel

(ANSA) - KITZBUEHEL, 2 GEN - Sotto una fitta nevicata, lo slalom speciale di cdm di Kitzbuehel e' stato vinto in 1.48.49 dal norvegese Henrik Kristoffersen. Per lui, a 23 anni, è il 16/o successo in carriera ma soprattutto ha battuto in casa l'austriaco Marcel Hirscher, secondo in 1.49.46. Terzo lo svizzero Daniel Yule in 1.49.84. Per l'Italia ancora una gara non esaltante. Il migliore è stato Manfred Moelgg 9/o in 1.51.28 seguito da Stefano Gross 11/o in 1.51.40 . Chiude Tommaso Sala 22/o in 1.53.65.

16:08Attacco Kabul: fonti sicurezza, 43 morti

(ANSA) - KABUL, 21 GEN - I morti dell'attacco di un commando di talebani all'Hotel Intercontinental di Kabul potrebbero essere 43, ha detto una "fonte credibile della sicurezza" alla tv Tolo. Finora i portavoce del ministero dell'Interno hanno ammesso solo sei vittime, anche se altre fonti anonime hanno alzato il bilancio a 18 morti. Intanto un responsabile della compagnia Kam Air ha comunicato a 1TvNews che undici suoi dipendenti, fra cui cittadini ucraini e venezuelani, sono morti ed altri nove risultano dispersi.

Archivio Ultima ora