Attacco agli sciiti, oltre 800 vittime

BAGHDAD – Un kamikaze inesistente ha compiuto la più immane strage nell’Iraq del dopo Saddam. Oltre un milione di pellegrini sciiti erano in processione verso un mausoleo di Baghdad quando qualcuno tra la folla ha urlato a squarciagola: “C’è un terrorista suicida, carico di esplosivo”. L’allarme ha provocato un’ondata di panico che in un lampo ha innescato una colossale calca, in cui sono morte oltre 820 persone. In preda al terrore, la massa dei pellegrini – già spaventati per un attacco con colpi di mortaio che due ore prima aveva provocato almeno sette morti – si è data alla fuga, travolgendo i più deboli. I primi a soccombere, schiacciati dalla folla impazzita, sono stati gli anziani, i bambini, le donne. I pellegrini si sono riversati sul vicino ponte al Aimah, sul Tigri; le spallette hanno ceduto e a centinaia sono precipitati nel fiume, o sugli argini di cemento, da un’altezza di oltre 12 metri. Molti altri sono rimasti schiacciati sulle barriere di cemento che per proteggere i pellegrini da eventuali autobomba erano state erette tutto intorno all’area della moschea. L’attacco a colpi di mortaio è stato rivendicato da un gruppo sunnita ritenuto legato ad al Qaida, il Jaish al Mansura.

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