Fiat, Marchionne: “Presto un nuovo partner”

Pubblicato il 06 settembre 2005 da 07/09/05

TORINO – Il partner per Fiat Auto è in dirittura d’arrivo e non è asiatico: entro l’anno verrà concluso l’accordo per l’alleanza che, come i vertici del Lingotto hanno più volte ribadito, sarà industriale e non finanziaria. L’annuncio dell’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, è arrivato davanti alla platea degli 800 giornalisti, riuniti al Palavela di Torino per la presentazione della Grande Punto.


Nomi che rimbalzano senza conferme sono quelli di Ford e DaimlerChrysler. Niente a che vedere comunque, lo ha detto ancora ieri Marchionne, con l’alleanza a tutto campo con General Motors, sciolta nel marzo scorso. Plaudono i sindacati: “Opportuna se serve a rafforzare l’azienda, ma bisogna vedere con chi si fa e come”, commenta il leader della Cisl, Savino Pezzotta, mentre il numero uno della Cgil, Guglielmo Epifani, auspica che “questa volta sia la scelta giusta perché nel passato qualche scelta non si è rivelata tale. Mi auguro che la Fiat non sbagli più”.


Dopo lo show di lunedì sera, con la cena di gala e il debutto della “Grande Punto”, vettura su cui Fiat ripone grandi speranze per un deciso rilancio, ieri è stato il giorno di Marchionne. Luca Cordero di Montezemolo, il giorno prima, lo aveva ringraziato pubblicamente “per quello che ha fatto e che sta facendo”, attribuendogli gran parte del merito per i grandi passi avanti compiuti dal gruppo nell’ultimo anno. E l’amministratore delegato ha ricambiato esprimendo l’auspicio che Montezemolo rimanga alla presidenza della Fiat post-convertendo: “Spero che venga confermato perché ci ha aiutato molto. E sta aiutando me personalmente”. Quanto al profilo finanziario del gruppo, “l’indebitamento del gruppo Fiat alla fine di settembre di quest’anno – ha detto – sarà inferiore al 50% del patrimonio netto. Un risultato che non veniva raggiunto da diversi anni,” sia pure non per causa di risultati “strutturalmente operativi”: “Contiamo che questo avvenga dal 2006”. Marchionne ha quindi ribadito che nessuno stabilimento italiano chiuderà e che con i sindacati vuole il dialogo. A un giornalista che gli chiede quanto la Fiat somigli a quella che ha in mente, Marchionne risponde: “Siamo lontanissimi, il lavoro è appena cominciato. Aspettate quattro mesi ancora: sarà completamente diverso”.


 


 

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