Medio Oriente in fiamme

Beirut – Si aggrava. ora dopo ora, la crisi tra Israele e Libano. Il Medio Oriente è in fiamme, dopo che lo Stato ebraico ha imposto al Libano un blocco aereo e navale e continua con i raid aerei. La minaccia di un’offensiva terrestre, poi, pare sempre più reale.


Fonti militari israeliane hanno riferito che sono stati bombardati l’aeroporto di Beirut la strada  Beirut-Damasco e numerosi altri “obiettivi”  militari.  Si contano ormai a decine le vittime nella popolazione  civile, tra questi numerosi bambini.


L’azione israeliana ha provocato la controffensiva degli Hezbollah. Razzi Katyusha partiti dal Libano hanno raggiunto il nord di Israele. Colpita Haifa, che tra le città settentrionali è quella più a sud finora raggiunta dai missili. Razzi sono caduti anche su altre località. 


”Una reazione sproporzionata e pericolosa”. Il ministro degli Esteri Massimo D’Alema stigmatizza i raid israeliani in Libano, con la loro scia di distruzioni e vittime civili. D’Alema si dice ”preoccupato” per l’escalation mediorientale e sostiene che ”è questo il modo in cui tutta la comunità internazionale guarda a quanto sta accadendo in Libano”.


Il responsabile della Farnesina ha parole dure anche per gli Hezbollah libanesi e per la loro strategia di attacco a Israele, giudicata ”inaccettabile”.


”Ma – aggiunge D’Alema – di fronte alla reazione israeliana che si va dispiegando, siamo via via più preoccupati sia per le dimensioni di quelli che sono veri e propri atti di guerra, sia per il numero già molto alto delle vittime civili uccise tra donne e bambini nei villaggi libanesi del sud”.


Il responsabile della Farnesina annuncia che il premier Romano Prodi chiederà al G8, che si riunisce nel fine settimana, di prendere un’iniziativa ”in grado di fermare la spirale di violenza”.


Il rischio di una nuova guerra in Libano preoccupa anche il capo dello Stato. Giorgio Napolitano richiama il ruolo dell’Europa:


”Credo che possa fare di più per contribuire a superare la crisi in Medio Oriente”’.


E manifesta il suo appoggio alla posizione della presidenza di turno finlandese, che ha denunciato ”il carattere sproporzionato della reazione delle forze armate israeliane”.


I venti di guerra in Medio Oriente, però, dividono i due poli della politica italiana. Nel centrodestra, infatti, la reazione di Gerusalemme agli attacchi viene ampiamente giustificata. ”Bisogna capirli”, dice l’ex premier Silvio Berlusconi a chi gli chiede un giudizio sugli israeliani.  Nel centrosinistra, invece, le posizioni sono più articolate. La linea dominante è quella della condanna di Israele.

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