Un master europeo a Caracas

CARACAS – L’Università di Salerno è in missione a  Caracas, e si fermerà a lungo, almeno due anni, avendo da poco attivato un master in Scienze politiche, diplomatiche e dell’integrazione. Questa traversata oceanica si inserisce nell’ambito dei progetti all’avanguardia dell’ateneo campano, che ha seguito l’input del Ministero: internazionalizzare l’ Università!


E dove poteva avvenire questo se non nel territorio venezolano? Qui la provincia salernitana ha una gran fetta della propria emigrazione. Una vera e propria diaspora che nel dopoguerra ha visto emigrare il sud della regione. Figli di un’Italia contadina che all’estero hanno trovato opportunità e lavoro, e con le rimesse sono riusciti a ricostruire i propri paesi d’origine, basti pensare a  Marina di Camerota che ogni anno organizza un festival dal suono inequivocabile, Chévere.


Il professore Scocozza è tra i maggiori promotori del master, organizzato presso la ULAC (l’Università latinoamericana e dei Caraibi), a “Las Mercedes”.


E’ uno dei massimi esperti italiani di studi bolivariani, ed è entusiasta di esser riuscito a far arrivare qui questo progetto a cui pensava da tempo, e che dovrebbe partire in parallelo anche a Maracaibo. “Gli studenti – sottolinea- studiano diverse discipline. Storiche, politiche, economiche, americanistiche. Per un preparazione completa ed approfondita”. A dare  le lezioni ci pensano professori che vengono da Salerno ma anche da Napoli, e sono circa l’80%. “Il corso –continua Scocozza-  è finanziato dall’Università latinoamericana e del Caribe per quanto concerne le nostre spese di vitto, alloggio e trasporto, mentre gli onorari dei docenti sono pagati dall’università di Salerno”. E i partecipanti? “ Sono molto interessati- precisa  Scocozza- Abbiamo dovuto selezionarne 40 degli oltre 100 che si erano iscritti e la cosa ancora più bella e che ci sono diversi figli e nipoti di  italiani che vedono  con grande interesse la possibiltà di poter raggiungere un titolo di studio universitario rilasciato da una università  europea”. Ma non finisce qui. “Bollono in pentola altre iniziative, come la possibilità di aprire un master in Economia della cooperazione ed in Scienza e tecnica delle piante officinali, congiuntamente con la facoltà di farmacia il cui preside è un esperto del settore, ed in particolare delle piante officinali latinoamericane”.


Nella foto: da sinistra, Giuseppe Cacciatore e Antonio Scocozza

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