In Italia cresce, ma meno che nella Ue

BRUXELLES – Il pil dell’eurozona nel secondo trimestre 2010 è cresciuto dell’1% rispetto ai tre mesi precedenti. E’ la seconda stima diffusa da Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea, che conferma la prima diffusa il 13 agosto scorso.


Anche per l’Ue-27 si è registrata una crescita del pil dell’1%. Per entrambe le zone si tratta quindi di un incremento dell’1,9% su base annua. Nel trimeste precendente si era registrato un aumento dello 0,3% sia per l’eurozona che l’Ue-27. Per l’Italia, la stima Eurostat vede un incremento del pil dello 0,4%, pari a quello registrato nel primo trimestre, mentre su base annua, rispetto quindi al secondo trimestre 2009, l’aumento è stato pari all’1,1%. Sono “dati incoraggianti” quelli sul Pil europeo confermati da Eurostat.


La crescita dell’1% sia nell’eurozona che nell’Ue a 27 paesi indica che “non c’è il rischio di una doppia recessione”, ha affermato Amadeu Altafaj, portavoce del commissario agli affari economici e monetari Olli Rehn, avvertendo però che “la ripresa dipende anche da fattori esterni, perché l’Ue non è isolata” e occorre tenere conto anche di Usa, Cina e in generale dei paesi asiatici. “Nessun rilassamento delle politiche fiscali e di bilancio”, quindi, ha ammonito il portavoce. Per quanto riguarda l’Italia, l’andamento del pil nell’ultimo anno “mostra una tendenza positiva”, ma, ha sottolineato il portavoce, “con una crescita inferiore alla media”. Nel secondo trimestre l’Italia ha infatti registrato una crescita dello 0,4%. Le previsioni continueranno quindi ad essere positive ma solo se ci sarà una crescita costante di export e consumi privati, ha concluso Altafaj.


Nel dettaglio dai dati Eurostat emerge poi che i consumi delle famiglie sono aumentati dello 0,5% sia nell’eurozona che nell’Ue-27 (dopo un aumento rispettivamente dello 0,2% e dello 0,1% nel trimestre precedente). Gli investimenti sono cresciuti dell’1,8% nell’eurozona e dell’1,7% nell’Ue-27 (dopo rispettivamente -0,4% e -0,6% nei tre mesi precedenti). Le esportazioni sono aumentate del 4,4% nell’area dell’euro e del 4,0% nell’Ue-27 (dopo rispettivamente +2,4% e +2,0% dei tre mesi precedenti). Le importazioni sono aumentate del 4,4% nell’eurozona e del 4,0% nell’Ue-27 (dopo rispettivamente +4,0% e +3,6% nel trimestre precedente).

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