Fmi: la ripresa procede, cresce il Pil mondiale

WASHINGTON – «La ripresa economica globale procede in linea con le attese». Lo afferma il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) prevedendo che l’economia mondiale crescerà quest’anno del 4,8 per cento, ovvero 0,2 punti percentuali in più rispetto alle precedenti stime, e del 4,2 per cento nel 2011 (-0,1 punti percentuali).


L’economia italiana, senmpre secondo il Fondo Monetario Internazionale, si espanderà dell’1 per cento sia nel 2010 sia nel 2011. L’organismo, quindi, rivede al rialzo la stima per quest’anno (+0,1 punti percentuali) e leggermente al ribasso quella per il prossimo (-0,1 punti percentuali). Il rapporto deficit-pil si attesterà al 5,1 per cento quest’anno, per poi scendere al 4,3 per cento nel 2011 e al 3 per cento nel 2015. Nella Dfp il Governo ha previsto un deficit-pil al 5 per cento quest’anno e al 3,9 per cento nel 2011. Il tasso di disoccupazione si attesterà all’8,7 per cento nel 2010 e all’8,6 per cento nel 2011.


Arrigo Sadun, responsabile per l’Italia al Fmi, precisa che dal Fondo Monetario Internazionale «arriva la conferma di un giudizio positivo sia per la crescita sia per il deficit dell’Italia». E sottolinea come il nuovo rapporto sullo stato dell’economia riflette quanto dichiarato dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti che, nel corso degli spring meeting di aprile, aveva parlato di dual recovery.


Anche il Pil dell’area Ocse è rivisto al rialzo dal +0,7 per cento a +0,9 per cento rispetto al trimestre precedente. L’organizzazione di Parigi ricorda che nei primi tre mesi di quest’anno il Pil aveva registrato una crescita dello 0,7 per cento.


A trainare il Pil dell’area Ocse sono stati soprattutto gli investimenti con un contributo pari allo 0,4 per cento che – precisa l’Organizzazione di Parigi – rappresenta anche il primo aumento degli investimenti da inizio 2008, oltre ad essere l’incremento più marcato dal primo trimestre del 2000. L’Ocse rileva inoltre che la ricostituzione delle scorte continua, ma a un ritmo più lento rispetto ai trimestri precedenti (+0,2 per cento dopo il +0,5 per cento del primo trimestre), e che l’export resta debole segnando una flessione dello 0,2 per cento, la medesima del primo trimestre. Fra i Paesi del G7, è la Germania a registrare la maggiore crescita del Pil nel secondo trimestre (+2,2 per cento) grazie all’apporto degli investimenti e dell’export con un contributo dello 0,8 per cento ciascuno. Il miglioramento del Pil dell’ Italia si deve principalmente all’aumento delle esportazioni (+0,6 per cento dopo il +0,1 per cento del primo trimestre) che ha controbilanciato l’indebolimento della domanda interna (rimasta invariata dopo il +0,1 per cento dei primi tre mesi dell’anno).

Revisione al rialzo anche per il Pil del secondo trimestre di Francia (da +0,6 per cento a +0,7 per cento contro il +0,2 per cento del primo trimestre) e Gran Bretagna (da +1,1 per cento a +1,2 per cento contro +0,4 per cento del primo trimestre). Rallenta la crescita di Stati Uniti e Giappone: il Pil Usa nel secondo trimestre segna un +0,4 per cento dopo il +0,9 per cento del primo trimestre risentendo della frenata dell’export (-0,9 per cento). Il Pil del Giappone registra un +0,4 per cento dopo il +1,2 per cento del primo trimestre, nonostante l’export abbia registrato un aumento dello 0,3 per cento.

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