ISTAT

Il lavoro in casa ancora delle donne

Pubblicato il 11 novembre 2010 da redazione

ROMA – La donna è ‘’schiacciata’’, ‘’non ce la fa più’’: i tre quarti del lavoro familiare delle coppie, il 76,2%, è ancora competenza femminile, mentre gli uomini continuano a collaborare marginalmente e selezionano le attività: giocano con i figli, curano fiori e animali, fanno la spesa ma non stirano né puliscono. E’ quanto emerge dai dati Istat, riferiti al 2008-2009, diffusi alla Conferenza nazionale della famiglia.
Il dato è di poco più basso di quello registrato nel 2002-2003 che era 77,6%. Ma i dati dell’Istituto centrale di statistica evidenziano anche negli ultimi anni è aumentato il carico di lavoro retribuito, mentre il tempo libero diventa sempre di meno. Fra tempi di lavoro e di famiglia l’impegno per la donna è complessivamente di 9 ore 10 minuti contro le 8 ore 10 minuti degli uomini. In presenza dei figli il divario cresce: le madri occupate dedicano al lavoro complessivamente 9 ore 28 minuti a fronte delle 8 ore 17 minuti dei padri.


– Le donne – ha detto Linda Laura Sabbadini, direttore centrale dell’Istat che ha curato la ricerca – continuano a tagliare le ore di lavoro familiare perchè non ce la fanno più. Gli uomini continuano a collaborare marginalmente e selezionano le attività: giocano con i figli, curano fiori e animali, fanno la spesa ma non stirano né puliscono. Il risultato è che stiamo drammaticamente fermi e il lavoro di cura continua a gravare fondamentalmente sulle donne.


Una donna ‘’ancora schiacciata da tanti compiti’’, secondo Enrico Giovannini, presidente dell’Istat, ‘’un sovraccarico familiare che è ancora più forte sulle donne lavoratrici’’. L’asimmetria nella divisione del lavoro familiare è trasversale a tutto il Paese, anche se nel Nord raggiunge sempre livelli più bassi. Le differenze territoriali sono più marcate nelle coppie in cui lei non lavora. L’ indice assume valori inferiori al 70% solo nelle coppie settentrionali in cui lei lavora e non ci sono figli, e nelle coppie in cui la donna è una lavoratrice laureata (67,6%).


L’impegno dell’uomo migliora nelle coppie in cui la moglie lavora e dove ci sono figli. Infatti, rispetto a sei anni prima, l’asimmetria rimane stabile nelle coppie in cui la donna non lavora (83,2%). Cala, invece, di due punti percentuali nelle coppie con donna occupata, passando dal 73,4% del 2002-2003 al 71,4% del 2008-2009. Tale calo riguarda sostanzialmente le coppie con figli: in presenza di due o più figli l’indice passa, infatti, dal 75% al 72,2%.
Per la donna quindi continua il contenimento del lavoro familiare: la durata del lavoro cala di 15 minuti. Questo calo però non riguarda tutte le donne: si concentra sulle madri ed in particolare sulle madri lavoratrici per le quali il lavoro familiare scenda da 5 ore 23 minuti a 5 ore 9 minuti. Nello stesso periodo, per gli uomini il lavoro familiare è stabile (1 ora 43 minuti), mentre diminuisce il numero di quanti, in un giorno medio, svolgono almeno un’attività di lavoro familiare (dal 77,2% al 75,9%). Solo in presenza di figli e di una partner occupata si evidenzia un incremento di 9 minuti (da 1 ora 55 minuti a 2 ore 4 minuti).

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