‘No Gelmini Day’ , 200mila studenti in piazza nel giorno del diritto

ROMA – Da Torino a Palermo «200mila studenti» sono scesi in piazza in oltre 100 città italiane per chiedere, nella Giornata mondiale per il diritto allo studio, «fondi per la scuola pubblica» e «insegnanti preparati non licenziati».


«Dopo l’ultimo, sconcertante, aumento dei fondi alle scuole private – sottolinea infatti la Rete degli Studenti che si è fatta promotrice di molte iniziative – approvato nel maxiemendamento ultimo colpo di coda di questo governo, ci sembra palese che la scelta di tagliare sulla scuola pubblica non sia una necessità, ma nasconde un’intenzione ben precisa: eliminare l’alternativa culturale e il pensiero critico nel nostro Paese, consegnarci un futuro fatto di precarietà, assenza di diritti, crisi».


Per questo e molti altri motivi a Torino in migliaia tra studenti medi e universitari, insieme al personale della scuola si sono dati appuntamento in piazza Arbarello per dar vita a un corteo aperto dallo striscione ‘Gelmini, credevi fosse la fine ma questo è solo l’inizio’ e diretto in piazza Castello. Alla giornata di mobilitazione degli studenti si è unito lo sciopero per l’intera giornata proclamato dalla Flc Cgil che chiede investimenti in conoscenza, garanzie per il diritto allo studio e lavoro senza precarietà. Al corteo principale si sono poi aggiunti altri due cortei, uno partito dal Politecnico con circa 200 studenti e un altro da Palazzo Nuovo con circa 300 partecipanti. Dopo aver fatto una variazione di percorso, anziché confluire con tutto il corteo in piazza Castello, un gruppo si è staccato e ha proseguito in direzione della stazione di Porta Nuova. Un nutrito gruppo è entrato nella stazione e ha occupato i binari.


A Roma uno dei cortei che animano le proteste studentesche, ha dato vita, per alcuni minuti, a un sit-in bloccando il traffico tra viale Trastevere e ponte Garibaldi scandendo slogan contro le politiche della scuola attuate dal governo. La manifestazione si è svolta pacificamente e le forze dell’ordine presenti sul posto non sono intervenute. Sempre nella Capitale, si sono dati appuntamento a piazza Trilussa circa trecento studenti e studentesse in rappresentanza dei licei Manara, Visconti, Virgilio e Mamiani occupato» per partecipare alla giornata di mobilitazione «con flash mob ed azioni». Dal liceo Mamiani gli studenti sono giunti in un corteo di un centinaio di studenti che ha attraversato il centro della città.


Oltre 40 i cortei e le iniziative studentesche al Sud promosse dalla Rete della Conoscenza, il network promosso da Unione degli Studenti e Link-Coordinamento universitario.


In Campania si stanno svolgendo cortei a Salerno, Caserta e Napoli, dove è previsto in serata un concerto delle band emergenti giovanili, sebbene il corteo si stia svolgendo sotto l’acquazzone, annuncia la Rete della Conoscenza, è prevista un’azione calando uno strscione dall’Università Federico II. Ad Avellino gli studenti hanno dato vita ad un’assemblea studentesca presso la palestra comunale, sono presenti studenti da tutte le scuole della città.


Sono ben undici le città interessate dalla protesta studentesca in Puglia. A Foggia il corteo si sta snodando nel centro cittadino, passando per tutti i «punti simbolici della Cultura e dei Saperi – spiegano Link e UdS – per fermarsi dinanzi a quelli spazi che l’attuale classe politica sta cercando di distruggere con sempre più vigore e noncuranza». A Bari tra la distribuzione di banconote di carta con la faccia del ministro Gelmini il corteo promosso dalla Rete della Conoscenza assieme all’Adi e l’Flc, il corteo continua ad aumentare numericamente anche grazie ad azioni come la lettura di poesie davanti al provveditorato, aprendo con lo striscione ‘A Violenza rispondiamo conoscenza’. Il corteo che si concluderà in Piazza Prefettura ha visto anche la partecipazione dell’ass. alle politiche giovanili del comune Fabio Losito e gli assessori regionali Campese e Sasso.


Anche gli studenti di Campobasso ed Isernia scenderanno in piazza insieme agli studenti e le studentesse di tutta Italia in occasione della giornata mondiale di mobilitazione studentesca con un sit-in pubblico a Villa dei cannoni.


– Ribadire l’estrema contrarietà ai provvedimenti presi da questo governo in merito ai tagli economici imposti alle scuole superiori, all’università e alla ricerca – afferma Manuel Colangelo, dell’Uds – e siamo qui per chiedere una nuova legge sul diritto allo studio in Molise. Chiediamo una Legge Regionale sul Diritto allo Studio che preveda sconti sostanziali sui trasporti, Comodato d’uso dei libri di testo nelle scuole, Sistema di borse di studio Regionali che funzioni, Formazione lungo tutto l’arco della vita.


In Calabria sono due i cortei, uno a Reggio e l’altro a Cosenza. In Sicilia praticamente tutte le province vedono oggi svolgersi numerose iniziative studentesche. Gli studenti hanno dato vita a cortei da Palermo (da piazza Politeama), a Trapani, Messina, Catania, Siracusa. Ad Enna il corteo è arrivato fin sotto la sede della provincia. Ma non mancano anche iniziative culturali e creative, dove la giornata mondiale studentesca si sta colorando del protagonismo e della creatività giovanile. A Siracusa nel pomeriggio a piazza Santa Lucia dibattiti, workshop e concerto in cui si esibiranno le band giovanili della città.


A Cagliari, alla manifestazione contro «lo smantellamento della scuola pubblica» ha preso parte anche il Movimento dei pastori sardi. Al termine del corteo, partito da piazza del carmine, lezione in piazza tenuta dai ricercatori universitari precari.


Alle proteste replica il ministro dell’Istruzione: «La protesta mi pare riproporre vecchi slogan di chi vuole mantenere lo status quo, di chi è aprioristicamente contro qualsiasi tipo di cambiamento. Bisogna avere il coraggio di cambiare. E’ indispensabile – rileva – proseguire sulla strada delle riforme’’. E’ necessario quindi «puntare a una scuola di qualità, più legata al mondo del lavoro e più internazionale. Per ottenere questi obiettivi – aggiunge – stiamo rivedendo completamente i meccanismi di inefficienza che hanno indebolito la scuola italiana in passato. Un lavoro e un percorso difficile, ma indispensabile. E’ necessario lo sforzo di tutti coloro che hanno a cuore la scuola».

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