Uniti nelle difficoltà

Tempi di crisi, tempi difficili. Le ristrettezze economiche hanno obbligato le autorità a provvedimenti severi. In primis, l’intervento radicale sul controllo dei cambi, con l’eliminazione dello schema precedente. Di fatto, si è decretata la svalutazione del bolívar pari ad oltre il 70 per cento del suo valore. Scelta scontata ma, non per questo, meno discutibile e polemica. La svalutazione della moneta, se non accompagnata da altri provvedimenti, crea difficoltà alle industrie che per produrre beni e servizi hanno necessariamente bisogno di reperire materie prime all’estero.

Il costo della vita, poi, non pare aver alcun freno. Il tasso d’inflazione stimato dal governo del presidente Chávez, nel 2010, è stato del 26,9 per cento. E’ solo una cifra preliminare che dovrà essere ulteriormente verificata. Comunque sia, contrasta largamente con quella di istituti di ricerca ed organismi privati. Per questi, l’inflazione ha superato abbondantemente il 30 per cento.

L’incremento sostenuto dei prezzi dei prodotti pesa enormemente sull’economia delle famiglie. E’ una imposta aggiuntiva che tutti paghiamo e che ci impoverisce inesorabilmente. Lo sanno gli operai e gli impiegati che faticano ad arrivare a fine mese. Ed anche i capitani d’industria, che devono valutare l’opportunità di nuovi investimenti.

In questo inizio del 2011, quindi, nulla è più lo stesso. Non lo è per la nostra comunità. E non lo è per la ‘Voce’. L’attuale congiuntura ci ha obbligato a studiare strategie di austerità. Insomma, provvedimenti che ci permettano affrontare le sfide che si presenteranno in futuro. Oggi si è deciso di operare un lieve ritocco sul formato. E’ stata, purtroppo, una decisione obbligata. Fino a ieri eravamo tra i pochi, pochissimi quotidiani in Venezuela a conservare le dimensioni dei tabloid europei. Ci eravamo opposti, con ostinata caparbietà, a tale ritocco. Quest’anno ce lo consigliano non solo il senso comune ma anche il mercato. E’ sempre piú difficile e costoso, infatti, reperire la carta, nelle dimensioni richieste per il nostro tabloid. Abbiamo dovuto, nostro malgrado, capitolare, arrenderci ed adattarci alle nuove circostanze.

Cambia il formato, ma non il nostro impegno. Il contenuto sarà elaborato con la stessa onestà e professionalità che ci hanno sempre caratterizzato. Ci sforzeremo a renderlo più agile ed interessante; insomma, a tono con le esigenze dei nostri lettori. La ‘Voce’, rinnovata nella sua veste telematica, è, e resterà sempre, impegnata nella difesa degli interessi della nostra Collettività. Ma non lesinerà critiche ogni qualvolta ve ne sarà bisogno. I panni sporchi continueremo a lavarli al sole, perchè la nostra comunità non ha nulla da nasconedere né di che vergognarsi. Il nostro impegno sarà quello di dare ‘voce’ a chi ‘voce’ non ha; di essere ‘cassa di risonanza’ delle aspirazioni di una Collettività che sa affrontare le sfide e superare gli ostacoli. Ci impegnamo ad informarla opportunamente e fin dove sarà possibile anche ad orientarla. E’ un impegno che questa Redazione rinnova ogni anno con lo stesso entusiasmo e senso di responsabilità.

Ci rendiamo conto che questo sarà un anno difficile, complesso. Ma siamo anche convinti che la nostra Comunità saprá affrontare le difficoltá con lo stesso coraggio e risoluzione con cui i pionieri decisero di solcare l’oceano piú di mezzo secolo fa. La nostra Comunità continuerà a fare storia e noi, semplici cronisti, a narrarla, come facciamo da ormai più di 60 anni.

Mauro Bafile

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