Disoccupazione all’8,6%, record tra giovani

ROMA – La disoccupazione a gennaio è pari all’8,6 per cento, per il terzo mese consecutivo. E’ quanto emerge dai dati diffusi dall’Istat. Rispetto allo stesso mese dello scorso anno si registra una crescita dello 0,2 per cento. Prosegue la crescita del tasso di disoccupazione giovanile, che raggiunge il dato record (dal gennaio 2004) del 29,4 per cento in aumento dello 0,5 per cento rispetto al mese precedente (28,9 per cento), e del 2,8 per cento rispetto a gennaio 2010 (26,6 per cento).


Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni, rileva l’Istat, aumentano dello 0,5 per cento (80 mila unità) rispetto al mese precedente. Il tasso di inattività è pari al 37,8 per cento, dopo tre mesi in cui risultava stabile al 37,6 per cento.


OCCUPAZIONE – A gennaio gli occupati sono 22.831 mila unità, in diminuzione dello 0,4 per cento (-83 mila unità) rispetto a dicembre 2010. Nel confronto con l’anno precedente l’occupazione è in calo dello 0,5 per cento (-110 mila unità). La diminuzione registrata nel mese è dovuta sia alla componente maschile sia a quella femminile.


Il tasso di occupazione è pari al 56,7 per cento, in calo di 0,2 punti percentuali rispetto a dicembre e di 0,4 punti rispetto a gennaio 2010.
– La disoccupazione giovanile è un problema strutturale in Italia. Un giovane su tre è disoccupato da sempre, da trent’anni – commenta il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta.


Secondo il ministro, questo problema «strutturale è legato all’eccesso di rigidità del mercato del lavoro italiano che riguarda gli occupati e spesso l’inefficienza della formazione».
– La non efficienza della scuola e dell’università – rimarca – portano a prolungare i tempi di attesa che si traducono in disoccupazione o inoccupazione, cioè la gente che non cerca e non lavora. Il nostro mercato del lavoro non funziona ancora bene.


Mentre l’opposizione punta il dito contro il governo.
«Record di disoccupazione giovanile, record di disoccupazione nel Sud, record di cassa integrazione, record di recessione, record di anemia nella ripresa, record di inflazione, record di pressione fiscale. Il governo Berlusconi-Bossi-Tremonti è, indubbiamente, il governo dei record – afferma in una nota il responsabile economia e lavoro del Pd, Stefano Fassina – Quanti altri record disastrosi dobbiamo raggiungere prima di aprire una stagione di riforme?».


Duro il giudizio anche di Italia dei Valori.
«Ancora una volta, sono i giovani, inoccupati o con contratto precario, a pagare il prezzo più alto della crisi» rileva in una nota il presidente del gruppo Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario. «Questa maggioranza continua a governare all’insegna dell’ottimismo – rincara l’esponente Idv – disinteressandosi delle fabbriche che chiudono, dei lavoratori che perdono il posto, dei precari che vivono di stenti e men che meno dei giovani senza prospettive. Sono questi i problemi del Paese reale. Altro che legge sull’intercettazioni e processo breve, che – conclude Belisario – servono solo a favorire il Presidente del Consiglio».
– I dati sulla disoccupazione giovanile sono pesantissimi – rimarca da parte sua il leader della Cgil, Susanna Camusso – Abbiamo una disoccupazione giovanile che sfiora il 30 per cento ed è stabile: non ci sono segni di cambiamento ed evoluzione positiva.

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