OMICIDIO DI CELMO

Il terrorista Posada Carriles assolto negli Stati Uniti

Pubblicato il 10 aprile 2011 da redazione

L’AVANA – Una giuria Usa ha prosciolto Luis Posada Carriles, esule anticastrista cubano di 83 anni, sulla cui testa pende anche l’accusa di aver ucciso il 32enne genovese Fabio Di Celmo, in un attentato terroristico a L’Avana nel 1997. Nel processo, tra gli 11 capi d’accusa non figurava l’omicidio dell’italiano: Carriles era accusato di spergiuro, ingresso illegale e violazione delle leggi sull’immigrazione. Avrebbe mentito, nella sua richiesta di asilo politico, sul traffico di esplosivi al quale sarebbe seguito l’attentato in cui morì Di Celmo. “Gli Usa proteggono il terrorista Carriles in franca violazione delle Leggi Internazionali”, ha detto il presidente del Parlamento cubano, Ricardo Alarcón, che ha definito “una farsa”, il processo. Carriles organizzò molteplici attentati, come confidò al New York Times in un’intervista rilasciata nel 1998. Per quasi mezzo secolo è stato in servizio permanente su tutto l’arco centro-americano. Nel ‘78 fu arrestato in Venezuela (riuscì a evadere) per l’attentato contro un aereo civile cubano (morte le 73 persone a bordo); nel ‘97 seminò di bombe gli hotel dell’Avana (fra le vittime Di Celmo); nel 2000 a Panama fu arrestato mentre organizzava un attentato contro Fidel. Gli Usa hanno detto no alle richieste di estradizione di Venezuela e Cuba (“potrebbe essere torturato”).


Era il 4 settembre 1997 quando Di Celmo morì in un attentato organizzato dagli anticastristi, mentre sorseggiava un drink nell’hotel capitolino Copacabana. Di Celmo, nell’isola con il padre per motivi di lavoro, stava aspettando amici italiani nella hall quando venne investito dall’esplosione di una bomba. Quello stesso giorno erano già esplosi altri 2 ordigni in altrettanti alberghi a l’Avana, mentre il giorno dopo un’esplosione devastò la Bodeguita frequentata da Hemingway.


Carriles fu arrestato nel ‘76 in Venezuela con l’accusa di aver organizzato l’attentato che fece precipitare un jet cubano alle Barbados, a bordo 73 persone tra cui l’intera squadra giovanile cubana di scherma. Fuggì dal carcere nell’85 e 15 anni dopo fu condannato come protagonista di uno dei complotti orditi per uccidere Fidel. Per la CIA lavorò dal 1965 al ‘76.


Carriles inizia la sua ‘carriera’ come collaboratore segreto della polizia batistiana, poi è tramite tra polizia cubana e FBI. Nel 1961 si trasferisce a Miami. Negli Usa diventa membro dell’operazione 40 (organizzazione militare CIA creata da Eisenhower per eliminare Capi di Stato che si oppongono alla politica Usa) e dell’operazione che stava preparando l’invasione a Baia dei porci. È assessore per la sicurezza in Guatemala, El Salvador, Cile, Argentina e Venezuela.


Dopo l’arresto in Venezuela, viene trasferito prima in Costa Rica e poi a El Salvador attraverso aerei privati della Fondazione Nazionale Cubano-Americana (organizzazione di cubani di Miami). Nel 1998 il New York Times intervista Carriles che ammette di essere l’organizzatore degli attentati a Cuba e di aver agito alle dipendenze della Fondazione Nazionale Cubano-Americana che, a tal fine, gli ha elargito 200 mila dollari.
Richiede l’asilo politico per evitare l’estradizione richiesta da Cuba e dal Venezuela. Nel 2007 esce dal carcere su cauzione. A poche ore dal processo, il giudice texano fa cadere l’accusa di immigrazione clandestina, Carriles si trasferisce a Miami dove vive con la sua famiglia.

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