Barcellona e Messi show, Champions è «blaugrana»

Pubblicato il 28 maggio 2011 da redazione

LONDRA – Due anni dopo Roma è ancora il Barcellona la squadra regina d’Europa. Il Manchester United è stato battuto di nuovo, stavolta per 3-1, al termine di una partita in cui ha fatto troppo poco, a parte il quarto d’ora iniziale, per poter impensierire la formazione di un grandissimo Guardiola, al 26/mo titolo in ‘blaugrana’, il decimo da allenatore. Il Bar&Daggera ha vinto, semplicemente, perchè è stata la squadra più forte, anzi ha confermato di essere una delle migliori formazioni in assoluto del calcio degli ultimi 40 anni con un fuoriclasse, Leo Messi, che a fine anno conquisterà il suo terzo Pallone d’Oro.


Come dice Guardiola, soltanto il tempo potrà giudicare questo Barcellona, e farne capire la reale grandezza, ma esibizioni come questa di Wembley fanno intuire che nella leggenda del pallone i vari Iniesta, Xavi, Pedro e Messi avranno il diritto di starci. Così come Abidal, in campo da titolare a due mesi e mezzo dall’operazione per il tumore al fegato, incredibile ma vero, ed alla fine il primo ad alzare la Coppa, grazie alla fascia da capitano datagli dai compagni.


Questo Barcellona, della finalissima di Wembley e della ‘manita’ del Real, e quello della doppia semifinale di Champions sempre contro gli arcirivali ‘blancos’, è una vera delizia per gli occhi di chi ama il calcio, e con l’occasione si prende la sua quarta Champions nello stadio rifatto che porta il nome di quello in cui nel 1992 vinse la prima Coppa, che ancora si chiamava dei campioni, ai tempi in cui Guardiola era un maestro dal campo.


Tutto il Barcellona ha dato spettacolo, giocando il suo calcio di possesso palla, e tocchi rapidi e ravvicinati, con cui ha avvinto nella ragnatela un Manchester rimasto a guardare, inesistente in alcuni dei suoi uomini più attesi, come Giggs, il ‘Chicharito’ Hernandez (a poco gli è servito pregare inginocchiato nel centro del campo prima del calcio d’inizio) ed anche la coppia centrale Ferdinand-Vidic, che finora aveva disputato una campagna europea perfetta. Ma su tutti si è messo in evidenza Messi, sempre più vicino ai miti di Pelè e Maradona, al quale manca soltanto vincere un Mondiale per entrare nel paradiso dei due divini del calcio.


A Wembley è stato fenomenale, tirando fuori dal suo immenso bagaglio tecnico giocate da rimanere con la bocca aperta, oltre ad una rete segnata con un bellissimo sinistro dal limite al 9′ del secondo tempo. Nell’occasione nessuno dello United ha tentato d’impedirgli di concludere e questo è un errore da non fare in un match del genere, anche se l’azione ‘blaugrana’ anche in questa circostanza era stata fulminea quanto spettacolare. Per Messi, e questo è un altro dato che sottolinea la sua grandezza, è stata la 12/a rete in 13 partite di questa Champions.


Il Bar&Daggera era passato in vantaggio con Pedro, primo calciatore spagnolo nella storia del Dream Team catalano a segnare in una finale della massima competizione europea, che aveva trasformato di destro uno splendido assist di Xavi (davvero l’erede di Guardiola in campo). Lo United aveva avuto una bella reazione d’orgoglio, l’unica della sua partita, pareggiando solo sette minuti dopo con l’irriducibile Rooney, dopo uno scambio con Giggs in posizione sospetta. Il Barcellona aveva poi ripreso il pallino del gioco senza però riuscire a concretizzare. Ci riusciva al 9′ della ripresa con Messi e da allora rimaneva padrone assoluto del campo, tanto che dopo occasioni a raffica con Dani Alves, Iniesta e il solito Messi arrivava inevitabile il gol del 3-1, con Villa servito al limite dell’area da Busquets che aveva rubato palla a Nani. Destro ‘a giro’ del n.7 e nulla da fare per Van der Sar, con la difesa degli inglesi ancora una volta sorpresa dalla velocità e precisione delle azioni del Bar&Daggera, bello come il Real di Di Stefano, il Brasile ed il Santos di Pelè, l’Ajax ‘totale’ di Cruijff ed il Milan di Sacchi. Da oggi c’è anche il Barcellona: Guardiola come tecnico è giovane ma già merita di stare nella storia.

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