Bersani incontra Peres e Netanyahu

RAMALLAH – Mentre il quartetto cerca di impedire il voto all’assemblea Onu sullo Stato palestinese, il segretario Pd, Pier Luigi Bersani, apre all’indipendenza della Palestina e, dopo aver incontrato il presidente dell’Anp, Abu Mazen, si fa portavoce degli ‘spiragli’ aperti dall’Anp e, anche a nome degli israeliani incontrati a Gerusalemme chiede alle superpotenze un rilancio dei negoziati di pace. Negli incontri istituzionali, Bersani evita critiche dirette alla politica estera del governo italiano. È consapevole dei rischi “di una diplomazia personale che è accattivante per un giorno ma poi sbanda”, e ascolta solo le ragioni di una parte, quella israeliana. Ma più che all’Italia, il leader guarda all’Europa, preoccupato perchè sulla questione del riconoscimento della Palestina come Stato ‘va in ordine sparso’, a danno di una soluzione in Medio Oriente.

“Opportunità ci sono. Abu Mazen intende considerare il tema dei rifugiati e si è impegnato a cercare un accordo che non lasci temi aperti. Ha detto che non farà un governo con chi non riconosce Israele e se si fa un governo tecnico provvisorio lo si fa solo con i ministri che riconoscono Israele” commenta.

Riavviare i negoziati è priorità del Pd, che, se fosse al governo, sostiene Bersani, sarebbe per un voto favorevole all’Onu per il riconoscimento dello Stato palestinese, “unito ad un percorso negoziale magari con paletti in sede Onu”. Ma se i negoziati fallissero, il segretario Pd non ha dubbi sulla necessità che l’Europa ascolti le ragioni di entrambe le parti: “Sarebbe un errore non venire incontro alle aspirazioni dei palestinesi”.

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