Industria, traina il fatturato estero. Marcegaglia lancia l’allarme crescita

ROMA – L’industria italiana è ancora altalenante e trova respiro grazie al mercato estero. A maggio gli ordinativi tornano a crescere, dopo il brusco calo del mese scorso, ma sono trainati dall’export. Il giro d’affari aumenta su base annua, ma subisce un calo rispetto al mese precedente, in particolare, sul mercato interno. I dati, che arrivano dall’Istat, confermano ‘’l’allarme bassa crescita’’, secondo la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. L’istituto di statistica rileva, infatti, un fatturato in perdita dell’1,7%, a maggio, rispetto ad aprile, con una caduta del 2,9% sul mercato nazionale. Su base annua, invece, si conferma l’incremento del giro d’affari (+10,8%), che tuttavia, sul mercato interno, rallenta la corsa (+8,7%), dopo mesi di crescita a due cifre.


A sostenere l’aumento del fatturato è il mercato estero (+15,4%), così come avviene per le commesse. A maggio, gli ordinativi totali hanno registrato un incremento congiunturale (+4,1%) per effetto di un calo dello 0,8% degli ordinativi interni e di un incremento del 12,2% di quelli esteri. Rispetto a maggio 2010, le richieste continuano a crescere (+13,6%). Positivi i dati trimestrali (marzo-maggio): +6,1% per gli ordini; 3,8% per il giro d’affari. Guardando agli indici del fatturato nei macro settori, l’Istat rileva, su base mensile, un brusco calo dell’energia (-8,8%), seguita dai beni strumentali (-2,3%) e di consumo (-1,3%).


Crescita invece per i beni intermedi, con un calo di quelli non durevoli (-1,7%) e un aumento di quelli durevoli (+1,7%).
– Il dato sugli ordinativi è abbastanza positivo – dice Emma Marcegaglia, che però avverte:
– C’e ancora un gap da colmare, siamo lontani dai livelli pre-crisi.


Per la leader degli industriali sono ‘’meno positivi i dati su fatturato e produzione, che testimoniano la scarsa crescita’’.
– Tutti convengono che il Pil non andrà oltre l’uno per cento – commenta -. Questo resta il problema vero su cui lavorare.


Le cifre dell’Istat provocano le critiche di sindacati e consumatori. Il Codacons denuncia che ‘’mentre la domanda a livello mondiale sta ricominciando finalmente a crescere, in Italia i consumi interni sono ancora al palo’’. Per la Cgil i dati ‘’dimostrano la fatica delle imprese nel fronteggiare una crisi in assenza di politiche di sostegno e di politiche industriali’’. L’Ugl osserva che ‘’non puo’ esserci una vera ripresa se il mercato interno è ancora in sofferenza’’ .

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