Un settebello da favola vola in finale

PECHINO – E’ un’Italia bellissima, solida, insuperabile quella che annichilisce la Croazia della vecchia volpe Ratko Rudic e vola in finale. Rispettati i piani del c.t. Campagna, gli azzurri hanno imposto il loro gioco cedendo soltanto nel finale alla tensione e l’emozione di un risultato storico: 9-8 il punteggio che manda Felugo e compagni a giocarsi la medaglia d’oro contro la Serbia (15-14 all’Ungheria nell’altra semifinale).

L’Italia non centrava l’obiettivo della finale mondiale da Barcellona 2003. Un grande colpo per la pallanuoto italiana, che sogna di tornare iridata dall’ultima volta in casa a Roma nel 1994, quando Sandro Campagna ne era la mente in vasca e ora ne è la guida in panchina. Oggi intanto il Setterosa si gioca il bronzo nella finalina contro la Russia.


Un match a senso unico, quello degli azzurri, che si sono portati in vantaggio per 3-0, con i croati che riuscivano a segnare solo nel secondo quarto, dopo 15’30” di gioco. L’Italia, subito il secondo gol da parte degli avversari, ha saputo subito reagire riportandosi sul +3 (5-2) a 6’19” del terzo quarto di gioco. Nell’ultimo tempo i croati provavano a ricucire il divario ma, nonostante un parziale favorevole di 4-1, il risultato rimaneva in favore dei ragazzi di Campagna che chiudevano vittoriosamente sul 9-8.


“Abbiamo fatto una partita strepitosa per tre tempi, in difesa siamo stati a dir poco fantastici, gloriosi. Abbiamo lottato fisicamente e tatticamente risultando anche lucidi in attacco. È una vittoria strameritata e adesso prepariamo questa finale”. Queste le prime parole di Sandro Campagna, ct del Settebello. “Ogni partita è una storia a sè – ha aggiunto Campagna -. E se eravamo abbastanza arrabbiati dopo la sconfitta in World League, adesso abbiamo la possibilità di riscattarci nella finale di sabato contro la Serbia. Loro sono stati capaci di recuperare 4-5 gol all’Ungheria, dimostrando di essere una grande squadra. Bisognerà stare attenti perché le partite non finiscono mai. Avevamo 4 gol di vantaggio e loro si sono avvicinati – ha concluso il c.t. azzurro -. Se a Zagabria, in World League, eravamo contenti di vincere l’argento, qui, se non ce la dovessimo fare, dovremmo essere incazzati per non aver vinto l’oro”.