Responsabilità toghe: passa la legge, insorgono i magistrati

ROMA – Una ‘’vendetta’’, un ‘’tentativo di intimidazione’’, una ‘’mostruosità giuridica’’, da cancellare subito. E’ forte l’agitazione tra le toghe dopo il sì della Camera alla norma che introduce la responsabilità civile dei magistrati. E sale alta la richiesta di sciopero della categoria. Lapidario il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, secondo cui la misura approvata dall’Aula di Montecitorio altro non è che ‘’un ennesimo tentativo di vendetta contro la magistratura’’. Il segretario dell’Anm, Giuseppe Cascini, parla di ‘’evidente intimidazione’’.


– Pensavamo – argomenta Cascini – che la stagione degli attacchi e delle aggressioni ai magistrati in coincidenza con lo svolgimento di processi a carico di autorevoli esponenti della politica fosse alle nostre spalle, invece registriamo con preoccupazione l’approvazione di una norma incostituzionale, che non ha paragoni in nessun ordinamento democratico del pianeta.


Per il segretario dell’Anm, ‘’la responsabilità civile diretta del giudice è una mostruosità giuridica che ha come unico effetto quello di intimorire il giudice e di indebolire la tutela dei diritti’’.


– Ci auguriamo – conclude – che il Senato cancelli questa disposizione contraria alla Costituzione, alla normativa europea e al buon senso.


Sulla stessa linea i commenti che provengono dagli uffici giudiziari e dalle varie correnti della magistratura. Secondo il procuratore aggiunto di Roma, Nello Rossi, esponente di Magistratura Democratica, ‘’non ci si può limitare a sperare che il Senato corregga o che la Corte Costituzionale dichiari in un lontano futuro l’illegittimità della norma. Occorre che la magistratura, attraverso adeguate iniziative, inclusa la proclamazione di uno sciopero immediato, faccia comprendere anche ai più sordi l’entità della posta in gioco.
Rossi chiede quindi ‘’formalmente alla giunta dell’Anm di proclamare lo stato di agitazione e di procedere ad una convocazione straordinaria del comitato direttivo centrale per sabato o domenica’’. Sul piede di guerra anche gli esponenti di altre correnti. Unicost e Magistratura Indipendente chiedono che l’Anm proclami subito ‘’forme di protesta, nessuna esclusa’’. Fabio Roia, esponente di Unicost e giudice a Milano parla di ‘’forma di intimidazione che ridurrà il magistrato all’esercizio delle sue funzioni in modo burocratico, meccanico e difensivo, il quale, per non sbagliare si troverà costretto a seguire la linea del non fare’’.


Critico, inoltre, il procuratore di Torino, Gian Carlo Caselli.


– L’assalto alla giustizia – osserva – continua come se niente fosse cambiato. Chi si illudeva che con il nuovo governo sarebbe mutato qualcosa si è sbagliato. L’obiettivo è di avere una magistratura burocrate e timorosa verso i potenti.


Di diverso avviso, naturalmente, gli avvocati.


– Il nodo da sciogliere – sostiene l’Unione delle Camere Penali – è quello di dare effettività alla tutela dei cittadini di fronte a casi di dolo o di gravissima negligenza da parte dei magistrati, in tutte le ipotesi che sono state richiamate proprio dalla Corte Europea.


La questione, rileva l’Ucpi, ‘’non deve essere ostaggio nè di veti preconcetti da parte della magistratura, subito accolti da chi ha un’idea subalterna della funzione legislativa, né di rivalse più o meno dichiarate. Ciò premesso, resta il fatto che da mesi i penalisti hanno chiesto di affrontare la materia in maniera organica, ma con sollecitudine, ed oggi tale richiesta non può essere elusa, nè demonizzata.

Voti favorevoli 264 contrari 211


ROMA – Via libera della Camera alla norma che introduce la responsabilità civile dei magistrati. L’Aula di Montecitorio ha approvato un emendamento in questo senso del leghista Gianluca Pini alla legge comunitaria. I voti a favore sono stati 264, 211 i contrari. Un deputato si è astenuto.


Il voto nell’Aula della Camera sull’emendamento è stato a scrutinio segreto: lo ha concesso il presidente della Camera Gianfranco Fini accogliendo la richiesta in tal senso della Lega.


– E’ un vecchio trucco, il PdL aveva annunciato che votava no ed invece ha votato sì. E’ inaccettabile – E’ stato questo il primo commento, ‘a caldo’ del del segretario del Pd Pier Luigi Bersani.

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