Fornero: «Scardinare i bassi salari» Passera: «Obiettivo è accordo»

ROMA – Elsa Fornero si dice ancora una volta ‘’fiduciosa’’: alla fine un accordo con le parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro e sull’articolo 18 si troverà. ‘’Arriveremo a una larga condivisione’’, spiega. Ma l’avvertimento è sempre lo stesso: niente totem, niente ‘’levate di scudi’’. La materia ‘’va affrontata in maniera laica’’.
– E se condivisione vuol dire cambiare qualcosa solo in superficie, allora no. In questo caso – assicura – il governo ha il dovere di andare avanti. Poi sarà il Parlamento a decidere.
La linea tracciata da Fornero e Monti è condivisa all’interno del Governo: ieri anche il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera ha ribadito la volontà di trovare un’intesa con le parti sociali ma alla fine, dice intervistato su Sky:
– L’accordo è l’obiettivo, ma è chiaro che il governo ha la responsabilità di fare sintesi e superare le impasse.
Fornero lega la discussione sulla riforma dello stato sociale anche alla necessità di ‘’scardinare la situazione’’ che porta i salari medi degli italiani ad essere la metà di quelli di Germania e Olanda. La fotografia scattata da Eurostat li pone addirittura tra i più bassi in assoluto: anche tra i cosiddetti Piigs solo il Portogallo sta peggio di noi. Per il ministro del lavoro, dunque, l’aumento della produttività è la vera chiave per sbloccare la situazione. Anche perchè ‘’difficilmente bassi salari creano crescita’’. Proprio quella che serve.
Il ministro parla da New York, dove oggi parteciperà ad un’importantissima iniziativa dell’Onu – di cui l’Italia è sponsor – sul gravissimo tema delle mutilazioni genitali femminili. Tornerà in Italia alla vigilia dell’attesissimo incontro con le parti sociali di giovedì, prima del quale farà il punto della situazione con Monti. Parlando nel corso di una colazione offerta dall’ambasciatore italiano all’Onu, Cesare Ragaglini, confida le piccole difficoltà incontrate nella trattativa fin qui svolta, rivendicando però i buoni risultati già raggiunti con imprese e sindacati, con i quali si sta portando avanti ‘’una buona discussione’’ e ‘’un dialogo vero’’.
– Noi siamo un governo tecnico, e nessuno ci ha mai fatto un corso sui riti delle relazioni sindacali – scherza -. Vorrei convincere le parti e gli italiani che ci sono molte cose da cambiare nel mercato del lavoro. E non perchè ce lo chiedono Ocse o Fmi, ma perche si sono create sacche di outsider che non stanno dentro. Bisogna rompere l’attuale equilibrio per creare un mercato più inclusivo eliminando quella flessibilità che finora ha creato solo precarietà diffusa. In Italia – spiega il ministro tornando sul gap sancito da Eurostat sugli stipendi – abbiamo salari bassi e un costo del lavoro comparativamente elevato. Quello che serve è aumentare la produttività con investimenti, tecnologie, innovazione.
Fornero assicura quindi che la riforma degli ammortizzatori ‘’va fatta oggi, ma sarà attuata tra qualche anno, non ora che siamo in crisi’’. Invita poi a non concentrarsi solo sulla riforma del mercato del lavoro per far ripartire l’occupazione:
– I cambiamenti di regole da soli non bastano. Ma comunque – spiega – servono a creare condizioni meno sfavorevoli sul fronte degli investimenti.