Porta (Pd): “Bene chiedere all’Onu negoziato su Malvinas”

ROMA – Il deputato eletto per il Pd nella ripartizione America meridionale, Fabio Porta, sollecita in occasione del trentesimo anniversario del conflitto tra Argentina e Gran Bretagna per le Isole Falklands-Malvinas una più attenta riflessione “sul complesso e spesso contraddittorio rapporto delle potenze europee con i Paesi latino-americani”.
In una lettera inviata al Corriere della Sera, dopo la pubblicazione di un articolo sull’argomento, l’esponente democratico lamenta invece il prevalere di immagini stereotipate e provincialismo sulla questione, elementi che contribuiscono a dare dell’America latina un’immagine “lontana dalla realtà di un continente che più di qualsiasi altro negli ultimi decenni è cresciuto nel processo di consolidamento della democrazia e nella riduzione delle disuguaglianze sociali, divenendo al tempo stesso – rileva Porta – una delle aree del mondo più dinamiche e sviluppate economicamente”.
“Sulle Malvinas-Falklands esiste da anni un conflitto diplomatico relativo alla sovranità, che entrambi i Paesi rivendicano, e che, è bene ricordarlo, sono localizzate a 14.000 km dall’Inghilterra e a poco più di 500 km dall’Argentina – scrive l’esponente democratico, ritenendo opportuna la richiesta formulata alle Nazioni Unite di riaprire un negoziato in proposito. “Il fatto che nel 1982 un governo argentino illegittimo si imbarcò in un’assurda guerra, usata a fini propagandistici interni, non esime la comunità internazionale dall’affrontare una controversia nata oltre un secolo fa e tutt’ora irrisolta – sostiene Porta, evidenziando come sulla questione “tutti i Paesi sudamericani abbiano manifestato solidarietà all’attuale governo di Buenos Aires” e auspicando “uno sforzo maggiore di analisi e di comprensione della realtà” da parte dei mezzi di informazione.
“Per anni l’America Latina ha sofferto le conseguenze, anche culturali, di secoli di dominio coloniale europeo; negli ultimi decenni, dopo aver superato un altro triste capitolo, quello dei regimi dittatoriali, il continente ha progressivamente riconquistato quel ruolo politico ed economico che le compete nel contesto internazionale – scrive Porta, rilevando come le “letture semplificate, oltre a non aiutarci nella comprensione, ci allontanino da Paesi che, al contrario, dovremmo considerare parte integrante della nostra storia e del nostro futuro”.