Tolosa, killer della scuola ebraica ucciso da proiettile alla testa

Pubblicato il 22 marzo 2012 da redazione

TOLOSA – Dopo aver trascorso una trentina di ore asserragliato in casa, Mohammed Merah, il killer di Tolosa e Montauban, ha fatto fuoco contro gli agenti che stavano entrando nel suo appartamento e mentre si buttava dalla finestra, impugnando le armi, è stato “colpito da un proiettile alla testa”. A spiegarlo è il procuratore di Parigi Francois Molins, che ricotruisce le fasi dell’assalto delle forze speciali durante il quale 3 agenti sono rimasti feriti: uno è grave.
Il ministro dell’Interno Claude Gueànt ha riferito che Merah ha resistito con estrema violenza. L’uomo si era asserragliato in bagno e nel momento in cui i poliziotti si sono fatti avanti è uscito e ha opposto resistenza sparando con violenza. Gli agenti hanno tentato di mettersi in sicurezza e hanno risposto al fuoco. L’uomo, con un’arma alla mano e continuando a sparare, si è lanciato dalla finestra. E’ stato trovato morto a terra.
Il procuratore di Parigi conferma che il killer franco-algerino ha filmato tutti gli attacchi sferrati negli ultimi dieci giorni. La polizia ha già visto i video e Molins riferisce che le scene riprese sono “estremamente esplicite”. Prima di sparare l’11 marzo alla sua prima vittima, un soldato di Tolosa, Merah ha detto: “Tu uccidi i miei fratelli e io ti uccido”. In un video del 15 marzo “lo si vede abbattere i militari di Montauban in una scena estremamente violenta” e fuggire gridando: “Dio è grande”. Molins non ha voluto riferire dettagli sull’attacco alla scuola ebraica, in cui sono morti 1 rabbino, i 2 figli piccoli e 1 bambina.
Il presidente francese si è felicitato con le forze dell’ordine: “La Francia ha dato prova di sangue freddo e determinazione. Deve restare unita e superare l’indignazione – ha detto in tv – I francesi devono superare la loro indignazione e non dare libero corso alla collera nei confronti dei nostri compatrioti musulmani, che non hanno nulla a che vedere con le motivazioni folli di un terrorista – ricordando che le prime vittime di Merah erano musulmane.
“Non era concepibile esporre vite al rischio perché fosse consegnato alla giustizia”, ha detto Sarkozy, che ha annunciato un’inchiesta “su eventuali complicità” e l’intenzione di adottare “misure penali” per lottare contro “l’indottrinamento” a ideologie estremiste, su Internet, all’estero o in carcere. Misure per reprimere “l’apologia del terrorismo” o “l’appello all’odio e alla violenza”. “Chiunque consulti regolarmente siti Internet che facciano l’apologia del terrorismo o invitino alla violenza verrà punito penalmente. Chi si rechi all’estero per seguire lavori di indottrinamento a ideologie che conducano al terrorismo sarà punito penalmente”.
Intanto spunta sul web la rivendicazione della strage da parte di una cellula vicina ad al-Qaeda, attendibilità da valutare. Con una nota in lingua araba, il gruppo ‘Brigata Jund al-Khilafa’ annuncia che “uno dei nostri cavalieri dell’Islam, Yousef il francese, ha riempito i nostri cuori diffondendo il terrore in quelli dei miscredenti, con un’operazione che ha colpito le basi dell’alleanza cristiano-sionista. Annunciamo la responsabilità di questa operazione benedetta”. Nel comunicato si legge che “si tratta di una vendetta contro Israele per quello che ha fatto a Gaza, che non passerà senza una punizione. I musulmani sono pronti a vendicare quanto accade in Palestina e in Afghanistan”.
Nel comunicato si chiede alla Francia di “rivedere la sua politica nei confronti dei musulmani”.

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