50mila dollari per ogni afghano ucciso dal soldato Bales

KANDAHAR – Gli Stati Uniti hanno pagato 50mila dollari di risarcimento per ogni civile ucciso nella strage compiuta dal militare americano Robert Bales lo scorso 11 marzo in Afghanistan. Lo riferisce il consigliere provinciale di Kandahar, Agha Lalai, precisando che le famiglie hanno ricevuto i soldi sabato nell’ufficio del governatore. Per ogni persona ferita Washington avrebbe invece pagato 11mila dollari e ai familiari è stato detto che il denaro era da parte del presidente Usa Barack Obama. Le cifre sono state confermate anche da un’altra fonte.
Non è la prima volta che compensazioni di questo tipo a civili in Afghanistan vengono rese pubbliche. Nel 2010, le truppe statunitensi nella provincia di Helmand dissero che avrebbero pagato tra 1.500 e 2mila dollari nel caso in cui un civile fosse rimasto ucciso in un’operazione militare e tra 600 e 1.500 dollari in caso di ferimento. Tuttavia, la strage nei due villaggi è un caso differente perché non fa parte di un’operazione militare.
Il 38enne Bales, originario di Lake Tapps, è stato accusato formalmente di 17 omicidi premeditati, sei tentati omicidi e sei aggressioni. In caso di condanna rischia la pena di morte. Ancora non è chiara la dinamica della strage. Secondo gli investigatori Usa che si stanno occupando della vicenda, Bales potrebbe aver compiuto la strage in 2 diversi momenti della notte dell’11 marzo, tornando alla base dove stazionava dopo un primo attacco e uscendo nuovamente in un secondo momento per uccidere ancora. Secondo i membri della delegazione afghana che sta indagando sul caso, una guardia locale di servizio dalla mezzanotte alle 2 del mattino dell’11 marzo avrebbe visto un soldato americano rientrare alla base attorno all’1.30. Un’altra guardia, entrata in turno successivamente fino alle 4 del mattino, ha riferito invece di aver visto un soldato americano uscire dalla base attorno alle 2.30. Non è stato però accertato se si trattasse dello stesso militare.

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