Il Napoli spreca un’occasione d’oro il Catania fa 2-2 in rimonta

Pubblicato il 25 marzo 2012 da redazione

NAPOLI – La difesa del Napoli e i calci da fermo: Mazzarri potrebbe scrivere un libro. Le indecisioni del reparto difensivo su due tiri dalla bandierina del Catania costano ai partenopei due punti importantissimi che potrebbero perfino diventare determinanti nella lotta per la zona Champions.
Ad un quarto d’ora dal termine gli azzurri vincono 2-0, poi arrivano i gol del Catania con un colpo di testa a centro area di Spolli, che Campagnaro non riesce a contrastare e con una conclusione sotto misura di Lanzafame, dopo un rimpallo con Zuniga nell’area piccola. Finisce 2-2. Indubbiamente nel Napoli c’é qualcosa che non va, i gol subito allo Stamford Bridge, evidentemente, non erano stati un caso. Un problema che esiste. Un difetto che Mazzarri, preoccupato, aveva tentato di correggere sabato in allenamento con ripetute esercitazioni e con lunghe sedute di teoria.
La partita è difficile per la squadra di casa. Il Catania gioca con un 4-4-2 che, quando il Napoli attacca, si trasforma in maniera camaleontica: i quattro centrocampisti di Montella sono infatti rapidissimi nei ripiegamenti e si piazzano prontamente ai limiti della propria area di rigore. Cavani, Lavezzi ed Hamsik finiscono per rimanere invischiati in una ragnatela che li circonda senza lasciare un solo metro di campo di gioco scoperto.
Il Catania punta tutto sulle ripartenze e la velocità dei suoi uomini. A centrocampo i siciliani mantengono un buon controllo del pallone e, nel primo tempo, vanno incontro a ben poche sofferenze. Gli attaccanti azzurri sono sempre in inferiorità numerica, anche perché Gargano e Dzmaili non riescono a fare densità: sono lenti sulle ripartenze e si mantegono troppo distanti dall’area di rigore avversaria.
La partita va avanti così fino a quando Mazzarri, al 12’ della ripresa, non decide mandare in campo Pandev, richiamando in panchina Hamsik. Il macedone cambia l’assetto tattico dell’attacco: con lui in campo il gioco si verticalizza e la difesa degli etnei perde tutta la sua sicurezza. Così arrivano i due gol dei padroni di casa, prima con un siluro di Dzemaili dal limite e poi con una conclusione in diagonale di Cavani sulla ribattuta di un suo tiro che era finito sul palo. In un altro paio di occasioni, nei minuti successivi al raddoppio, gli azzurri arrivano vicinissimi alla terza marcatura, con lo stesso Dzemaili e con Pandev che colpisce un palo. Poi, però, le distrazioni della difesa vanificano tutto quanto il Napoli aveva fatto fino a quel momento.
In verità la retroguardia del Napoli aveva mostrato per buona parte della partita una buona sicurezza che, però, subisce un duro colpo dall’uscita di Fernandez (cambio chiesto dallo stesso giocatore colpito da crampi) che, schierato al centro della difesa al posto di Cannavaro, era stato fino a quel momento il migliore in campo. Sarebbe stato decisivo il giovane nazionale argentino se fosse rimasto in gioco fino all’ultimo? Avrebbe in qualche modo evitato i gol del Catania? Domande alle quali è, ovviamente, impossibile dare una risposta. Quel che è certo è che difesa del Napoli appare sempre di più come il punto debole della squadra e nel momento in cui il Napoli si gioca il futuro in Europa questo dato non appare confortante per Mazzarri.

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