“Inter addio”, si chiude l’ultimo sogno di Ranieri

Pubblicato il 26 marzo 2012 da redazione

ROMA – Sela Juveè stato il sogno tradito ela Romala delusione del primo amore, l’Inter resterà la scommessa perduta. La soddisfazione di Claudio Ranieri era stata grande, lo scorso settembre, quando il presidente Massimo Moratti aveva chiamato proprio lui sulla panchina un tempo di Mourinho.

Ai tempi della Roma del dopo-Spalletti, Ranieri era stato il ‘nemico’ n.1 del portoghese. E proprio per uscire dalla crisi in cui l’Inter era piombata nella brevissima esperienza di Gasperini, Moratti aveva aperto le porte di Appiano Gentile al ‘baronetto’ di San Saba.

Un tecnico solido, di grande esperienza internazionale (ha allenato il Valencia, due volte, Atletico Madrid e Chelsea). L’Italia l’ha girata in lungo e largo: Cagliari lo lanciò in panchina nell’88 (esordio nell’Interregionale al Vigor Lamezia nell’86), poi il Campania Puteolana in C1), Napoli, Fiorentina, Parma, Juventus, da dove fu “cacciato” in malo modo nonostante il terzo posto in classifica.

Quando il 2 settembre 2009 prese in mano la squadra giallorossa dopo l’addio di Spalletti, dopo sole due giornate di campionato, nemmeno il tifoso più sfegatato avrebbe puntato un euro sul tricolore (a novembre tra l’Inter di Mourinho ela Romac’era 14 punti). Cinque mesi dopo i giallorossi erano in vetta solitari alla A. Un sorpasso dovuto a 24 risultati utili consecutivi, fino alla sconfitta casalinga conla Sampdoria. Il20 febbraio 2011 si dimise dopo la sconfitta per 4-3 con il Genoa in cuila Romaera andata in vantaggio per 3-0 nel primo tempo, e il Genoa aveva rimontato segnando 4 gol in pochi minuti del secondo.

In Italia Ranieri era tornato nel 2007 sulla panchina del Parma, dopo due anni di inattività ed a 10 dall’ultima esperienza in A, prendendo il posto di Stefano Pioli. Un’esperienza breve: lascia la società emiliana già a fine maggio per essere poi ingaggiato dalla Juve per sostituire Deschamps. In bianconero riporta la squadra in Champions League, con quattro turni d’anticipo, regalandole il terzo posto. La stagione successiva è più difficile, perché i tifosi si aspettavano molto; nonostante la doppia vittoria in Champions sul Real Madrid, il 18 maggio 2009 per lui l’esonero è un fulmine a ciel sereno, anche perché mancano solo due giornate al termine del campionato. La squadra, terza in classifica, venne affidata a Ciro Ferrara.

Lungo anche il suo periodo all’estero: otto anni vissuti in gran parte in Spagna (tra Valencia e Madrid) e a Londra. Nel ‘97 dopo l’addio a Firenze – dove rimase quattro anni arrivando al successo in Coppa Italia nel ‘96 e alla Supercoppa italiana battendo il Milan di Capello – si trasferi’ per primo a Valencia. In otto anni è riuscito a vincere una Coppa del Re nel 1999, mentre nel 2003/2004 sfiorò l’impresa con il Chelsea, ottenendo un secondo posto in Premier League e fermandosi in semifinale di Champions.

Nel 2004 venne anche insignito dall’ambasciatore italiano a Londra del titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana, ma tutti hanno imparato a chiamarlo ‘baronetto’, per quella sua impenetrabile flemma.

Nella stagione 2004/2005 ritornò di nuovo a Valencia ma, dopo avere vinto la Supercoppa europea, decise di tornare in Italia. A 60 anni (compiuti lo scorso 20 ottobre) Ranieri deve lasciare un’altra panchina prestigiosa. Alla striscia di sette successi consecutivi in campionato, è seguita una lunga fase di risultati deludenti, compresa l’eliminazione dalla Champions ad opera del modesto Marsiglia. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il 2-0 in casa della Juventus di domenica, condito dai caustici striscioni su Calciopoli. Troppo per la dirigenza interista che ha scelto di affidarsi al tecnico della Primavera Stramaccioni.

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