Guerra elenca procedure Inps-Citybank Garavini (Pd): “Non funzionano”

Pubblicato il 26 marzo 2012 da redazione

ROMA – Per verificare l’esistenza in vita dei pensionati italiani all’estero, Citibank ha avviato e, in corso d’opera, modificato le procedure di accertamento per “ovviare ai disagi” dei connazionali. Questo quanto sostenuto dal sottosegretario per il lavoro e le politiche sociali, Maria Cecilia Guerra, che a Montecitorio ha risposto all’interpellanza urgente di Laura Garavini, (Pd-Europa), che ha ringraziato il sottosegretario e il Governo per la disponibilità a seguire da vicino la situazione, ma che ha sottolineato come le misure “non siano sufficienti” e stiano portando ad un “peggioramento della situazione”.
Garavini ha ricordato che la questione riguarda “circa 400 mila con nazionali pensionati”, cui nel 2011 è stata richiesta per due volte la certificazione dell’esistenza in vita, con misure, per quanto riguarda Citibank, “talmente complesse che addirittura funzionari dei consolati italiani hanno espresso perplessità sulla correttezza di tali richieste”. Garavini ha spiegato che anche chi ha adempiuto alle richieste Citibank si è visto sospendere la pensione “in modo del tutto arbitrario”.
Guerra ha svolto un articolato intervento in cui, però, si è limitata ad elencare le procedure attuate dalla banca e i “correttivi” decisi in corso d’opera, quando sono emerse le prime evidenti difficoltà. Il tutto, ha sottolineato Guerra, con l’Inps in “costante contatto” con Citibank “per sollecitare l’adozione di modalità esecutive delle verifiche che siano in grado di contemperare la certezza dei pagamenti da parte della banca con quella del diritto del pensionato ad un servizio efficiente, senza che sul medesimo gravi un onere probatorio particolarmente impegnativo”. Citibank “ha predisposto diversi sistemi di accertamento basati sulla richiesta di attestazione del pensionato avallate da “testimoni attendibili”, cioè autorità legittimate a ciò (sia rappresentanze diplomatiche italiane che autorità locali); sulla richiesta di certificati di esistenza in vita; sulla localizzazione di una rata di pensione presso sportelli di un operatore locale (partner di appoggio) per le riscossione personale da parte del pensionato”.
Il sottosegretario ha ricordato che tenuto conto che il servizio di pagamento viene svolto in più di 120 Paesi, con prassi giuridiche, amministrative, finanziarie differenziate, la gestione del servizio è caratterizzata da peculiari elementi che incidono sulla qualità della comunicazione, richiedendo capacità di ascolto e monitoraggio delle iniziative”. A monitorare è soprattutto l’Inps “attraverso l’analisi delle segnalazioni che pervengono dai pensionati, attraverso le indicazioni dei consolati e dai patronati”.
Alle difficoltà lamentate dai pensionati, sollecitato dall’Inps, Citibank ha proposto soluzioni: “è stato richiesto che le verifiche siano condotte con modalità tali da evitare di sottoporre i soggetti interessati a spostamenti personali, spese o altri disagi” ha detto Guerra. È seguito un intervento sul fronte-modulistica (ora Citibank accetta i moduli di certificazione di esistenza in vita emessi da enti pubblici locali), l’implementazione dei funzionari locali abilitati ad autenticare la sottoscrizione del pensionato rilasciata sul modulo di attestazione dell’esistenza in vita e l’ammissione di nuove figure dei cosiddetti “testimoni accettabili”.
Soluzioni anche per i pensionati infermi, ricoverati o in carcere:
– È stata elaborata una procedura alternativa, prevede che il modulo di attestazione dell’esistenza in vita sia compilato da soggetti facilmente raggiungibili dal pensionato o dalle persone che lo assistono, quali il medico curante o il tutore, il funzionario della casa di cura/riposo o della struttura carceraria.
Quanto al rifiuto di alcuni pubblici ufficiali locali che autenticano le firme di riportare nel modulo le informazioni circa l’istituzione di appartenenza, l’indirizzo della stessa e il nominativo del funzionario, Inps e Citibank “hanno concordato che gli unici campi la cui compilazione è necessaria sono quelli relativi a nome e indirizzo dell’organizzazione; tali informazioni possono anche essere completate dal pensionato se il testimone accettabile non voglia provvedere alla compilazione. È stato chiarito che nessuna conseguenza è prevista per il pensionato se il “testimone accettabile” non conservi una copia dell’attestazione dell’esistenza in vita”.
– Alla luce di quanto emerso – ha concluso Guerra – ritengo che l’attività posta in essere da INPS e Citibank possa considerarsi risolutiva delle prime problematiche; manifesto, comunque, l’interesse e l’attenzione del Governo ad affrontare e risolvere le eventuali problematiche che dovessero permanere o presentarsi in futuro.
Un impegno “apprezzato “ da Garavini che però ha precisato:
– Queste misure adottate Citibank non hanno ancora sortito effetto. Tant’è che mi sono mobilitata per trasformare l’interrogazione parlamentare in interpellanza urgente, per segnalare al Governo il fatto che non si sia andati ad una soluzione, bensì a un ulteriore peggioramento. È impossibile raggiungere gli enti preposti per via telefonica. Quanto alle email, se pervengono risposte non sono utili per risolvere le questioni. Non sono tornate indietro centinaia di ricevute di ritorno rispetto a raccomandate spedite e rimane anche il dubbio se la modulistica inviata sia pervenuta.
La cosa più grave, comunque, rimane la sospensione delle pensioni: ecco perché, ha ribadito, “non posso che fare appello al Governo affinché si insista e si tenga aperto il confronto con l’ente previdenziale” perché, nonostante tutto, “le questioni non sono risolte; anziché avere una risoluzione o una diminuzione delle segnalazioni, queste si stanno moltiplicando e stanno informando anche delle interruzioni dei pagamenti e dell’effetto, poi, devastante che l’iter burocratico sta avendo”.

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