Monti: “Il premier Singh farà di tutto per liberare Bosusco”

BHUBANESWAR – Con l’auspicio che il “mio amico” Paolo Bosusco possa essere rilasciato il più presto possibile dai maoisti che lo tengono in ostaggio, Claudio Colangelo ha lasciato ieri l’Orissa, unà realtà che sicuramente si è ricavata un posto speciale nella sua memoria di globetrotter, per raggiungere New Delhi, da dove spiccherà il salto per ritornare nella Rocca di Papa natale e per riabbracciare i suoi cari. In tutte le dichiarazioni e le interviste rilasciate ai media italiani ed indiani, Colangelo non ha mai dimenticato di spezzare una lancia a favore di Bosusco, sottolineandone la passione per la natura e la realtà tribale, ed esaltandone le caratteristiche umane e la capacità di esploratore e guida di trekking. La delicata questione è stata ieri anche un tema centrale dell’incontro che hanno avuto a Seul il presidente del Consiglio Mario Monti ed il premier indiano Moanmohan Singh. Ed incontrando i giornalisti Monti ha dichiarato che, “con riferimento a eventi che hanno preoccupato gli italiani, il premier mi ha assicurato per quanto riguarda i nostri due connazionali turisti che erano stati presi, di cui uno è stato liberato, che saranno fatti tutti gli sforzi da parte indiana anche per la liberazione dell’altra persona”. Sabyasachi Panda, il leader maoista locale, con un’operazione mediatica, ha consegnato il primo ostaggio italiano a alcuni giornalisti, sottolineando di averlo voluto fare come “gesto di buona volontà”, ma che per il rilascio del secondo italiano, “il governo dell’Orissa dovrà prendere seriamente le nostre richieste”. Sull’onda di questo gesto positivo, il negoziato tra membri del governo del ‘chief minister’ Naveen Patnaik e due designati dai maoisti è ripreso ieri all’improvviso con note positive segnalate sia dal capo negoziatore governativo Un Behera, sia dai due delegati della guerriglia, che hanno azzardato perfino una possibile conclusione dei lavori per oggi. La prima tornata di questi incontri era stata sospesa il 24 marzo.

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