Il debito resta la vera sfida

BRUXELLES – L’Italia va nella giusta direzione, con il salva-Italia, il cresci-Italia e ora la riforma del lavoro che le farà fare ‘’un passo decisivo’’: è pieno il sostegno dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo (Ocse) al governo di Mario Monti, che è ‘’l’uomo giusto, al momento giusto, nel posto giusto’’. Ma l’allerta, spiega l’Ocse nel suo ultimo rapporto sulla zona Euro, non deve diminuire, soprattutto sul fronte dei risanamento: la situazione resta fragile, e i Paesi messi sotto osservazione dai mercati devono essere ‘’pronti a prendere nuove misure, se sarà necessario’’.
E’ il segretario generale dell’organizzazione a promuovere la riforma del lavoro quando ancora non approda in Parlamento.
– E’ un passo decisivo per risolvere i principali problemi del mercato del lavoro italiano, come la bassa occupazione delle donne e la disoccupazione giovanile aumentata in modo particolare con la crisi – ha detto Angel Gurria, che plaude anche alle altre misure prese dall’Italia, ‘’un buon esempio del fatto che non serve solo l’austerità ma anche politiche di crescita’’.
– E infatti – spiega -, le misure fin qui prese, compreso il decreto semplificazioni, porteranno uno 0,6% di pil in più per il 2012.
Un risultato ottenuto dal ‘governo italiano che va in una direzione coraggiosa e giusta, ha detto l’ex presidente della Bce, Jean Claude Trichet. Ma, come ci tengono a ricordare spesso i vertici dell’Eurozona, non c’è spazio per la compiacenza, perchè ‘’le sfide restano spaventose’’, secondo lo studio dell’Ocse, soprattutto per quei Paesi con debito elevato a cui serviranno ‘’parecchi anni di politiche di bilancio rigide’’ per riportarlo ad un ‘’livello prudente’’.
‘’La fiducia dei mercati nella zona Euro è fragile, le prospettive di crescita sono incerte e dipendono in modo cruciale dalla soluzione alla crisi dei debiti’’, si legge nel rapporto, che non esclude la necessità di ‘’nuove misure non convenzionali’’ da parte della Bce, come le due operazioni di liquidità alle banche, che hanno ridotto l’impatto della crisi sull’economia reale. Per l’Ocse, insomma, il risanamento della zona Euro richiederà più del previsto, dal momento che la situazione si è aggravata a metà 2011, con il contagio della crisi che ha reso necessario concentrarsi sulla riduzione della spesa pubblica, rendendo difficile per molti Paesi sostenere le attività economiche e il sistema finanziario. Anche le banche restano in difficoltà, travolte dalla loro esposizione ai debiti sovrani e ‘’sempre più legate alla credibilità dei governi’’ che dovranno essere in grado di sostenerle.