Riforma pensioni, sindacati in piazza, ma resta il nodo «esodati»

ROMA – I sindacati tornano insieme in piazza il prossimo 13 aprile con una manifestazione contro la riforma delle pensioni. Dopo i diversi giudizi sulla riforma del mercato del lavoro, Cgil, Cisl e Uil si ricompattano per chiedere al Governo modifiche al provvedimento sulla previdenza, a partire dalla soluzione del nodo ‘’esodati’’. L’area di coloro che hanno lasciato il lavoro prima del 4 dicembre 2011 ipotizzando di andare in pensione con le vecchie regole e che rischiano, a causa dell’aumento dell’età per l’accesso alla pensione e della stretta sulle anzianità, di restare senza lavoro e senza assegno, sembra essere infatti molto ampia e di sfiorare, secondo alcune stime, quota 350.000 (ieri il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua ha detto che la platea non è ancora definita, ma le stime appaiono plausibili se si considerano le mobilità e gli altri accordi individuali e collettivi per l’uscita dal lavoro). Sulla questione oggi è intervenuto anche il capo dello Stato.
‘’C’é una questione aperta della quale i sindacati chiedono una modifica – ha detto – e credo che il governo stia studiando la soluzione’’.
C’è un tavolo aperto al ministero del Lavoro che dovrebbe mettere a punto un decreto entro il 30 giugno. Con la manifestazione unitaria alla quale partecipa anche l’Ugl (il provvedimento è iniquo, ha detto il leader, Giovanni Centrella), i sindacati chiederanno al Governo di risolvere anche la questione delle ricongiunzioni onerose, ovvero gli effetti di quella norma del 2010 che prevede che nel passaggio dall’Inpdap e dagli altri fondi speciali (fondo volo, ferrovie ecc) all’Inps le ricongiunzioni si paghino (fino ad allora erano a titolo gratuito) a meno che non si accetti di andare calcolando tutta la pensione con il metodo contributivo attraverso la totalizzazione.
Il Governo ha previsto risorse per l’accesso alla pensione con le regole del 2011 per circa 65.000 persone, ma il fondo potrebbe essere assolutamente insufficiente perchè alle decine di migliaia di persone in mobilità (tra coloro che stanno esaurendo il periodo e coloro che ci andranno nei prossimi mesi sulla base di accordi firmati prima del 4 dicembre 2011) si aggiungono gli esonerati dal servizio nel pubblico impiego, e coloro che sono usciti dal lavoro in base ad accordi individuali e collettivi puntando ad andare in pensione con le vecchie regole.
– Quella del 13 aprile – afferma il numero uno della Cgil Susanna Camusso – è una manifestazione di tutti i lavoratori, perché tali li consideriamo, che con la cosiddetta riforma delle pensioni sono diventati esodati: dovevano accedere alla pensione invece non hanno né lavoro né ammortizzatori e sono alla ricerca di una soluzione.
Ma anche “di tutti quei lavoratori che per effetto delle norme delle finanziarie del governo precedente si trovano a dover affrontare ricongiunzioni molto onerose per poter ricostruire le loro carriere pensionistiche’’.
– Il Governo e il Parlamento – ha detto il leader Cisl, Raffaele Bonanni – devono risolvere il problema di centinaia di migliaia di persone rimaste già senza stipendio e senza pensioni, i cosiddetti esodati, per effetto della riforma delle pensioni. Deve essere chiaro che su questo problema delle pensioni non faremo sconti a nessuno.
Dal canto suo, Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, ha commentato che ‘’i lavoratori esodati hanno fatto una scelta fidandosi delle regole esistenti’’.
– Un qualunque Governo decente deve garantire la validità di patti precedentemente sottoscritti – prosegue -. Si pone un problema di credibilità. Noi lo sollecitiamo ad onorare impegni che lo Stato si è assunto nei confronti di tanti suoi cittadini.

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