“La colomba di Pasqua: simbolo di pace”

Pubblicato il 28 marzo 2012 da redazione

ROMA- La domenica successiva al primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera è il giorno di Pasqua.
Questo è sempre stato un periodo di festa fin dall’antichità perché si celebrava il passaggio dalla stagione fredda a quella calda quindi il risveglio della natura e la raccolta dei suoi nuovi prodotti. Per questo motivo, come ringraziamento, gli uomini offrivano alle divinità le primizie degli orti e dei campi.
L’origine del nome Pasqua deriva dal latino pascha e dall’ebraico pesah, passaggio. Infatti, essa rappresenta per gli ebrei la liberazione del loro popolo guidato da Mosè dalla schiavitù dell’Egitto e per i cristiani invece la resurrezione di Gesù Cristo.
Il primo simbolo della liturgia pasquale cristiana è il fuoco, inteso come la vittoria della luce sulle tenebre, della vita sulla morte. La notte di Pasqua viene celebrato il rito del fuoco nuovo con l’accensione del cero pasquale portato poi in processione.
Il cero infatti è il secondo simbolo, rappresenta il Cristo e la sua luce è la resurrezione che illumina l’uomo che si salva dalle tenebre e giunge nel suo mondo di luce seguendolo.
Infine l’ultimo simbolo è l’acqua, ciò che purifica e benedice, mezzo con il quale si compie di Battesimo, redenzione dal peccato originale.
Tra vari elementi del periodo pasquale ci sono l’agnello, l’emblema della Resurrezione nel suo significato sacrificale perché simbolo di Gesù (citato nella liturgia della Santa Messa: “Ecco l’Agnello di Dio che toglie i peccati dal mondo”) e la palma simbolo di pace e di rinascita. Il popolo accolse trionfalmente Gesù al suo ingresso in Gerusalemme sventolando le sue fronde, per questo la Domenica delle Palme, che precede quella di Pasqua, vengono distribuiti i suoi rami benedetti ai fedeli.
Parlando di cucina la tradizione pasquale è molto sentita e varia tra le regioni italiane. La colazione della mattina di Pasqua prevede uova sode, salumi e torte pasqualine sia salate (casatiello napoletano, pizza di Civitavecchia, etc.) sia dolci (pinza triestina, pastiera napoletana, etc.).
Queste pietanze vengono incluse anche nel famoso pic-nic del giorno di “Pasquetta”, ossia del lunedì successivo alla Pasqua quando accadde che Gesù apparve a due dei suoi discepoli che erano in cammino fuori da Gerusalemme, questa è l’origine della scampagnata fuori città che viene fatta dalle famiglie insieme ai parenti ed amic..
E’ d’obbligo parlare delle uova a Pasqua. Collegate ai riti di fertilità del periodo primaverile, amatissime sia come regalo, famose quelle dell’orafo Fabergé per gli Zar di Russia, sia come uso in cucina.
Abbiamo quelle di cioccolata con la sorpresa all’interno, nate in Francia nel XVI secolo come regalo al Re Francesco I, e quelle sode decorate ad arte come le Ucraine dette Pysanky.
Sapete perché si dipingono le uova a Pasqua? La leggenda narra che Maria Maddalena corse dai discepoli per annunciare il sepolcro di Gesù vuoto e Pietro, incredulo, disse che per lui era vero solo se le uova che erano in un cestello sarebbero diventate rosse e così accadde.
Un metodo semplice da fare in casa per decorarle e poterle mangiare consiste nel bollirle in acqua, aceto e spinaci se le volete verdi, nel tè per il giallo, con la barbabietola grattata per il rosa, il caffè forte per beige e marrone, il cavolo rosso per il blu.
Comunque dolce per eccellenza di Pasqua è la Colomba. Questo ha la forma di una colomba con le ali distese ed è da sempre il simbolo della pace.
Questo si riferisce alla Genesi quando una colomba con un ramoscello di ulivo nel becco si presentò a Noè per annunciare la terra ferma, quindi la fine del diluvio universale ed il perdono divino con una nuova epoca di pace.
La nascita di questo dolce è contesa tra due storie. La prima risale alla vigilia di Pasqua del 572 quando Alboino, re dei Longobardi, entrò in Pavia dopo un assedio di tre anni. I cittadini, in segno di sottomissione, gli porsero molti regali tra i quali dei pani dolci di un fornaio che chiamò colombe, un dono di pace nel giorno di Pasqua, al re piacquero al punto che concesse la pace.
La seconda versione risale al 1176 durante la battaglia di Legnano nella quale i Comuni Lombardi sconfissero Federico Barbarossa perché tre colombe bianche si erano posate sulle insegne lombarde e lo intesero come segno di fortuna, allora per celebrarle crearono un dolce a forma di colomba.
Cucinare a casa una Colomba richiede una lunga lavorazione ma è anche una bella soddisfazione, allora proviamo a cucinarlo insieme e tanti cari auguri di buona Pasqua a tutti voi!
Mariella Tallari

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