C’è tensione nei partiti

ROMA – Il ‘pool’ dei tecnici della maggioranza, in una riunione durata circa due ore nella sede di ‘Italia decide’, dà il via libera definitivo al testo di riforme costituzionali che aveva ricevuto un primo ‘ok’ già il 4 marzo scorso. ‘Confortato’ anche dall’augurio del Capo dello Stato che vorrebbe vedere il cantiere delle riforme costituzionali, elettorali e regolamentari ‘’andare avanti speditamente’’.
Il gruppo coordinato dal responsabile Riforme del Pd Luciano Violante, trasmetterà ora il provvedimento, che modifica 9 articoli della Costituzione, ai segretari di Pd, Pdl e Terzo Polo perchè venga trasformato in emendamento da presentare al Senato. La squadra, composta da Violante (Pd), Gaetano Quagliariello (Pdl), Ferdinando Adornato (Udc), Pino Pisicchio (Api), Italo Bocchino (Fli), si è dunque messa al lavoro per redigere una proposta di legge elettorale. Anche perchè, come ribadisce il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, ‘’cambiarla è sempre più una priorità’’.
La situazione però non è semplice. Prima di tutto per ragioni interne al Pdl. Gli ex An (ma anche nell’ex FI non sono mancate critiche) si sarebbero lamentati con il segretario Angelino Alfano per non essere stati consultati prima del vertice tra i leader sulla legge elettorale e così oggi alla riunione, oltre ai ‘soliti’ tecnici, si è presentato anche il coordinatore del partito Ignazio La Russa che, raccontano alcuni dei partecipanti, ha voluto dire ‘’la sua’’ su molte cose.
– Chi tra di noi continua a puntare sul ‘Porcellum’ però – si commenta nel Pdl – non si è fatto bene i conti perchè alle prossime elezioni con il sistema di oggi saremmo stati spazzati via…
Poi ci sono i tentativi di arrivare ad un modello condiviso. E la strada non sembra priva di difficoltà. Una delle poche cose sulle quali sembra sia stata raggiunta una sorta di intesa di massima è quella del collegio unico nazionale. Sul premio di maggioranza, invece, le strade divergono. Pisicchio è contrario e propone di dividere i seggi ‘in eccesso’ in maniera proporzionale tra tutti i partiti che abbiano superato lo sbarramento. Altri chiedono che siano assegnati a quello che risulterà essere il primo partito. Altri ancora li vorrebbero divisi tra il primo e il secondo partito. Poi c’è l’indicazione del premier sulla scheda elettorale: una misura che ha solo una valenza politica e non tecnica ma che non piace molto al Pd. Mentre viene chiesta a gran voce dal Pdl. Sullo sbarramento il discorso è più che mai aperto anche se la linea per ora prevalente sembra sia quella di fissarlo al 5% sul collegio unico nazionale nella parte proporzionale. L’idea, assicurano alcuni ‘sherpa’, è quella di arrivare ad un testo scritto al massimo entro la prossima settimana. E già è stato fissato un altro incontro tra martedì e mercoledì. L’Idv e Sel però insorgono.
– Dalla porcata di Calderoli e Berlusconi, stiamo passando alla vaccata di questa assurda maggioranza – commenta Di Pietro.
Vendola incalza:
– Credo che si stia programmando la blindatura di un pezzo della casta.
Di diverso avviso il leader del Prc Paolo Ferrero:
– Considero positivamente la proposta del superamento del bipolarismo che in questi vent’anni ha fatto solo danni. Ma questo superamento – è il suo appello – lo si faccia in modo chiaro.

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