Spagna, tutti in sciopero contro la riforma del lavoro

MADRID – E’ iniziato in un clima di tensione lo sciopero generale indetto per ieri dai sindacati spagnoli per protestare contro la nuova riforma del lavoro varata in febbraio, che rende più facili i licenziamenti e riduce l’indennizzo per i licenziati a 33 giorni di salario per anno lavorato, rispetto ai precedenti 45. Diversi sono stati i feriti e una trentina le persone arrestate.
Lo sciopero, l’ottavo della storia democratica del Paese e il primo contro il governo di Mariano Rajoy -che tre mesi fa entrando alla Moncloa promise di ridurre la disoccupazione- ha avuto profonde conseguenze su trasporti pubblici nelle città, i treni e gli aerei, anche se i sindacati hanno assicurato un servizio minimo. Lo sciopero generale è appoggiato dal principale partito di opposizione, il Psoe di Alfredo Rubalcaba, e dai partiti della sinistra spagnola.
I lavoratori iberici hanno iniziato lo sciopero raggruppandosi fuori dai mercati all’ingrosso di Madrid e altre città, interrompendo le trasmissioni di alcune emittenti televisive e arrestando la produzione in vari stabilimenti automobilistici in tutto il Paese, tra cui quelli di Renault, Seat, Volkswagen e Ford.
Già nella notte di mercoledì vi sono stati picchetti per impedire la partenza degli autobus e l’ingresso ai mercati generali, con alcuni arresti da parte della polizia. Fermato anche un uomo che ha aggredito con un coltello, provocandole lievi ferite, una donna impegnata nei picchetti a Torrelavega, nella Spagna settentrionale. A Madrid vi sono stati vari arresti per disturbo della quiete pubblica e danneggiamento. I sindacati riferiscono una “massiccia” partecipazione allo sciopero nelle industrie chimiche, metallurgiche, tessili e alimentari, nell’edilizia e la raccolta dell’immondizia.
Treni e autobus sono ridotti di un terzo e le due principali reti televisive non trasmettono i loro programmi. Circa 1.240 dei 4.500 voli previsti per ieri in Spagna sono stati cancellati. Sintomatico il fatto che la squadra di calcio del Barcellona sia stata costretta a rimanere a Milano un giorno in più per via della ‘huelga’ all’Iberia.
Il governo del primo ministro conservatore Mariano Rajoy ha già anticipato che non intende farsi condizionare dallo sciopero e si è detto deciso a proseguire con la riforma che intende annunciare oggi e che considera necessaria a combattere la disoccupazione, giunta al 23%.

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