Borsa in calo e spread in salita suona il campanello d’allarme

ROMA – Spread ancora in risalita, borsa in calo e una recessione che ‘’durerà tutto l’anno’’. Torna a suonare il campanello d’allarme della crisi. E si abbassano i toni della polemica. In quello che appare un giorno di ‘tregua’ tra Mario Monti e i partiti della sua maggioranza, dopo le tensioni per gli ‘avvertimenti’ lanciati dal premier dall’Asia e le controreazioni registrate da Roma e Lisbona.
Tace Monti, in visita in Giappone, ma fa trapelare il rammarico e la delusione per come la frase pronunciata ieri, sul minor consenso dei partiti rispetto al governo, sia stato estrapolato dal contesto di un discorso più ampio. Ma ancora più di questo a imporre la ‘tregua’ sono le parole del ministro dello Sviluppo Corrado Passera, che spegne ogni tentazione di ‘ribellione’ della politica contro i tecnici, richiamando tutti alla realtà di una crisi che morde e continuerà a farlo.
– Siamo nel pieno di una seconda recessione e questo trend durerà tutto l’anno – avverte Passera. E ricorda la necessità di ‘’coraggio’’ per proseguire sulla via delle riforme strutturali e accelerarle. Come a dire, insomma, che non solo la missione dei tecnici al governo non è finita. Ma anche che Monti e i suoi ministri sulle misure varate, a partire dal lavoro, non si faranno stoppare o rallentare.
Ma la politica non si metterà di traverso, assicura Renato Schifani.
– Le ‘incomprensioni non fermano la forza dell’Italia . dice il presidente del Senato. Che derubrica a ‘’solite polemiche’’ esaurite in fretta, quello che era parso un litigio in piena regola, tra premier e partiti. Si è trattato di ‘’una tempesta in un bicchier d’acqua’’, taglia corto anche il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini. Che abbraccia in toto la linea del governo sulla necessità in tempi rapidi alla riforma di lavoro e art. 18, invitando a ‘’guardare i mercati’’ per capire ‘’che si è sparsa irresponsabilmente l’idea che il peggio sia passato’’.
Anche il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, che ieri aveva risposto a muso duro a Monti, preferisce soffermarsi sulla crisi:
– E’ conclamato che siamo in recessione, anche più di altri – dice -. Ma chiede al governo di fare di più per la crescita, perchè non è sufficiente concentrarsi solo su semplificazioni, liberalizzazioni e mercato del lavoro.
Certo, la crisi smorza i toni, ma non archivia il confronto sulle misure, a partire dall’art.18. Mentre continua a covare sotto la cenere l’insofferenza per le ultime affermazioni di Monti. Se si considera che ancora ieri mattina Massimo Corsaro (Pdl) definiva le parole del premier ‘’simbolo di arroganza’’. Ma non è il momento delle polemiche. Anche il capo dello Stato Giorgio Napolitano interviene a ricordare il bisogno ‘’urgente di crescita sostenibile ed equa’’ e dell’impegno di tutti per ‘’contrastare la piaga della disoccupazione’’. E il presidente della Camera Gianfranco Fini afferma che dal superamento della crisi ‘’dovrà emergere un Paese più giusto, solidale e più solido’’.
– I partiti – avverte Schifani – dimostrino, battendo un colpo sulle riforme istituzionali, di credere al recupero della loro credibilità.
Dall’opposizione, però, non ci pensa proprio a smorzare i toni Antonio Di Pietro.
– Questo governo – dice il leader Idv – è la innaturale prosecuzione del governo Berlusconi, sempre contro le classi sociali più deboli.

Italia in recessione
le stime di Fmi e Ocse
ROMA – L’allarme recessione lanciato dal ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, non arriva come un fulmine a ciel sereno. Tutte le principali istituzioni ed organizzazioni economiche nazionali ed internazionali sono infatti concordi nel prevedere che l’Italia chiudera’ il 2012 con una decisa contrazione dell’economia e un calo del pil che oscilla dal più pessimistico -2,2% indicato dal Fondo monetario al meno drammatico -0,5% stimato dall’Ocse (l’ultimo calcolo sull’anno dell’organizzazione parigina, che ha previsto un drastico -1,6% per il primo trimestre, risale però a novembre 2011).
Decisamente negativa è anche la stima di Bankitalia, che indica un -1,5%, sostanzialmente in linea con il -1,6% calcolato da Confindustria, che ha più volte rivisto le stime al ribasso. Più ottimistica invece, al momento, la previsione del Tesoro che stima per l’economia italiana un arretramento di appena lo 0,4% rispetto al 2011.
Questi i dati degli istituti più significativi:
STIME PIL 2012
FMI -2,2%
COMMISSIONE UE -1,3%
BANKITALIA -1,5%
TESORO -0,4%
CONFINDUSTRIA -1,6%
CONFCOMMERCIO -1,3%
OCS -0,5%

Produzione e consumi
primo trimestre è nero
ROMA – Il 2012, quello che sarà con ogni probabilità un altro annus horribilis dell’economia italiana, segnando per il nostro Paese una seconda fase di recessione dopo quella del 2008-2009, si è aperto con un trimestre che appare già nero e per cui l’Ocse calcola un arretramento di ben l’1,6%. Anche se per la certificazione ufficiale dell’Istat bisognerà aspettare fino a metà maggio, è stato lo stesso presidente dell’istituto di statistica, Enrico Giovannini, ad annunciare solo pochi giorni fa, in modo tutt’altro che ortodosso stando alla prassi dell’Istat, che ‘’il pil nel primo trimestre del 2012 non è andato bene’’, tanto da far già calcolare ai tecnici una variazione annua del pil acquisita del -0,5%.
La causa è da ricercare innanzitutto nella caduta dei consumi. A gennaio, ha rilevato l’Istat, le vendite al dettaglio sono diminuite dello 0,8% rispetto a gennaio 2011. Secondo la Confcommercio, nello stesso mese il calo dei consumi è stato anche superiore, pari all’1%.
L’associazione dei commercianti pronostica per il primo trimestre un calo dell’1,4% rispetto agli ultimi tre mesi del 2011 e di ben il 2,5% nel confronto con il periodo gennaio-marzo dello scorso anno. Nell’intero anno la contrazione prevista è del 2,7%, tale da riportare i consumi ai livelli del 1998. Non va meglio per la produzione industriale. A gennaio, rileva ancora l’Istat, è crollata del 2,5% rispetto a dicembre e del 5% su base annua, segnando il calo più grave da dicembre 2009. L’ultima stima aggiornata è arrivata però dal centro studi di Confindustria: anche se a marzo la contrazione in atto sembra essersi fermata (con un +0,1% dopo il -0,8% di febbraio), nel primo trimestre 2012 la produzione italiana è diminuita, rispetto al quarto trimestre 2011, di ben il 2,2%. Gli stessi industriali calcolano così per il periodo una diminuzione del pil dell’1%.