Champions, troppo Barcellona… e il Milan accusa l’arbitro

BARCELLONA – Troppo Barcellona per il Milan, ma i rossoneri salutano l’Europa con la recriminazione di un rigore di troppo, il secondo fischiato dall’olandese Kuipers. La squadra di Allegri è fuori dalla Champions League, in semifinale va l’invincibile armata di Guardiola: due rigori assegnati al Barcellona e il terzo gol segnato da Andres Iniesta spezzano il sogno europeo dei rossoneri. La partita della vita, quella che toglie il sonno e spiana la strada alle semifinali, si chiude con il punteggio di 3-1 per gli azulgrana.
Il Barcellona merita di andare avanti grazie al suo possesso palla, alla tecnica raffinatissima e a un Messi che viaggia alla velocità della luce. Nonostante ciò, è compresibile l’amarezza del Milan che deve fare i conti con l’affaire Pato, tornato guarito dall’America, in campo per pochi minuti per essere subito sostituito (fastidio al flessore della coscia) nello stupore collettivo . In ogni caso, due tiri dal dischetto in favore dei catalani (di cui uno molto dubbio per un presunto fallo di Nesta su Bousquets) sono duri da digerire.
La squadra più forte del mondo ha piegato il club più titolato del pianeta in una sfida comunque avvincente e affascinante dove l’attore non protagonista è stato Ibrahimovic il quale non ha fatto la differenza. Non è facile giocare di fronte a quella che una volta era la sua platea, ora dall’altra parte della barricata. Robinho ha patito come tutta la squdra che ha sofferto le assenze importanti come quella di Thiago Silva e vivendo il giallo di Pato entrato e uscito come una meteora. Seedorf non è stato capace di prendere in mano il gruppo con quella autorevolezza di cui è capace, anche Boateng é apparso opaco e spento. La difesa è dovuta ricorrere al fallo (vero o presunto) per fermare l’attacco scintillante del Barca.
Leo Messi è davvero un giocatore che appartiene a un altro mondo: la sua superiorità è schiacciante, la sua classe immensa così come il suo stile. Guardiola un direttore d’orchestra che tutti vorrebbero sul podio. Il Barcellona poteva addirittura infilare una goleada perché il Milan ha accusato il colpo del secondo rigore e la risalita è apparsa subito difficile. Allegri si è dannato e scalmanato, ha effettuato tutti i cambi ma – al netto dei penalty – qualsiasi squadra questa sera avrebbe avuto enormi difficoltà a piegare gli azulgrana, mai così uniti, compatti e affiatati.
Il Barcellona è una squadra di giganti. E la legge del Camp Nou non fa sconti a nessuno. Neanche al Milan che aveva pareggiato (0-0) all’andata e si era presentata nella tana del lupo con fierezza e orgoglio. Non sono bastati. troppa la differenza tecnica, il divario di gioco è molto grande, quasi incolmabile. Allegri torna a casa con consapevolezza di aver fatto del suo meglio, senza troppe recriminazioni ma con i cocci da raccogliere, soprattutto cercando di capire cosa ha veramente Pato. I rossoneri ci hanno provato ma l’impresa era ai limiti dell’impossibile. Il risultato parla chiaro ma l’onore della maglia è stato difeso con grande dignità.