Lega, la resa dei conti. Maroni: «Non guardare in faccia nessuno»

ROMA – Lega in subbuglio, e vicina ala conta, all’indomani dello choc giudiziario. Mentre va avanti l’inchiesta ‘triagolare’ delle procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria, e che ha al centro l’ex tesoriere del Carroccio Francesco Belsito e la sua gestione ‘personale’ del capitale leghista, il movimento è preda di forti convulsioni: con i fedelissimi del ‘cerchio magico’ che difendono a spada tratta Umberto Bossi e Roberto Maroni che comincia a mettere una seria ipoteca sul futuro del Senatur.
E’ la prima volta che ‘il capo’ è in seria difficoltà e questo ha aperto una crepa profonda nel ‘monolite’ leghista. La riunione della segreteria politica in via Bellerio con il senatur non ha sciolto i nodi, è solo servita a fissare per domani pomeriggio la riunione solenne del consiglio federale che dovrà prendere decisioni importanti (sostituzione del tesoriere e soprattutto come traghettare il partito verso il congresso).
I fedelissimi di Bossi lo hanno dunque difeso a spada tratta: tutti pronti a mettere ”la mano sul fuoco” giurando sull’onestà del senatur che ”ha dato la vita e la salute al partito”. Non è sfuggito però il gelo di Maroni. Di certo l’ex ministro dell’Interno sente di avere ragione dopo aver messo in guardia tante volte Bossi, fino al rischio rottura, proprio sulle persone del ‘cerchio magico’. Maroni dopo essere intervenuto ieri sera per ‘benedire’ l’uscita di scena di Belsito, oggi ha parlato attraverso Facebook chiamando a raccolta i suoi:
”Chi ha tradito la fiducia dei militanti deve essere cacciato, senza guardare in faccia a nessuno. La Lega è un grande movimento, patrimonio di tutti i militanti onesti. Troviamo subito in noi la forza per rinnovarci e per ripartire più forti di prima”.
Ma sui ‘traditori’ le accuse sono incrociate: così Giuseppe Leoni, co-fondatore della Lega e bossiano doc, ha sferzato l’ex ministro:
– Maroni ora dice di fare pulizia? Lo dico anche io, iniziamo dai traditori … Ai ladri ci pensano i carabinieri. A me preoccupa la politica.
Ma Maroni non se ne preoccupa più, la battaglia ormai è a viso aperto e domani pomeriggio al consiglio federale, massimo organo leghista, potrebbe partire la conta. Qualche testa d’ariete si è gia posizionata: Leonardo Muraro, presidente della provincia di Treviso ha proposto, con un peana, di affidare a Maroni la gestione di questa fase di transizione in attesa del congresso.
– Figure di indubbio riferimento per i militanti come Roberto Maroni – ha detto – hanno la capacità e la forza di rappresentanza per rendersi interpreti del momento e di aiutare in modo decisivo a guidare la difficile gestione e la transizione fino al congresso federale.
Bossi, fiaccato dagli eventi tace (oggi è stata sentita dai pm di Napoli la sua segretaria Daniela Cantamessa). Ha parlato invece il figlio Renzo per difendersi dalle accuse.
– Sono sereno, non ho mai preso soldi dalla Lega, né in campagna elettorale e neppure adesso da consigliere regionale – ha detto Bossi jr. -. Come tutti i miei colleghi – ha rimarcato – do una percentuale al movimento e come tutte le persone mi pago le spese della macchina e vivo in affitto.
Intanto dopo l’ok della Lega eèstata sequestrata la documentazione nella cassaforte di Belsito situata in locali gestiti dalla Camera.

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