Chávez: «Cristo, non mi negare la vita, ho tanto da fare»

CARACAS – Tornato dalla vicina Cuba, dove si è sottoposto alle cure dei medici e al secondo ciclo di sessioni di radioterapia per eliminare gli agenti cancerogeni residuali, il presidente Chávez si è recato a Barinas, dove ha assistito ad una Santa Messa nella quale si è pregato per la sua salute.
– Cristo, non mi portare via – ha chiesto il capo dello Stato durante la liturgia religiosa -. Ho ancora tanto da fare. Dammi la tua corona di sangue, dammi una vita dolorosa ma dammi vita e forza perchè ho ancora tanto da fare per questo Paese, per la mia gente. Amén.
Alla cerimonia religiosa, a carico del cappellano della 93ª Brigata, Luis Rodríguez, erano presenti i genitori del Capo dello Stato, Elena Frías e Hugo de los Reyes Chávez, le figlie e qualche nipote.
Il cappellano, durante la Santa Messa, ha invitato i presenti a pregare solo per la salute del presidente Chávez e ha supplicato il Signore si prenda cura del capo dello Stato, «del nostro amico e comandante»
Il presidente Chávez, dal canto suo, ha ricordato che la malattia contro la quale lotta ha rappresentato la morte per tanta gente. E, allo stesso tempo, ha manifestato ottimismo per il futuro.
Ieri, al suo arrivo da Cuba, il capo dello Stato si è affrettato a smentire le voci, insistenti, di un peggioramento delle suo condizioni di salute; condizioni di salute che vengono seguite con attenzioni dai membri e simpatizzanti dell’Opposizione e con preoccupazione da chi, invece, sostiene la candidatura del Capo dello Stato che, nelle prossime presidenziali, aspira all’ennesima rielezione.
– Sono stato sottoposto al secondo ciclo di radioterapia – ha informato il presidente Chávez -. Mi sto recuperando. E non ho avuto reazioni avverse alle cure.
A riceverlo a Maiquetia c’erano i genitori, il vicepresidente, Elìas Jaua, ed alcuni ministri

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