Monti al memoriale dell’Olocausto: “Commovente e sconvolgente”

GERUSALEMME – “Visita commovente e sconvolgente”. Così il presidente del Consiglio Mario Monti ha definito la visita allo Yad Vashem, il memoriale dell’olocausto a Gerusalemme. “Con profonda emozione e rispetto ho reso omaggio alla forza e al coraggio del popolo ebraico e alla sua storia millenaria, in particolare all’inumana tragedia dell’olocausto”, ha scritto Monti sul libro d’onore degli ospiti al termine della visita al memoriale.

– La memoria – ha aggiunto Monti – parli alle nuove generazioni affinché tragedie del genere non si ripetano più. L’Italia rinnova il suo impegno a tenere viva nella società civile la consapevolezza contro ogni sorgere di antisemitismo. Tragedia, memoria, speranza, come ci insegna l’inno nazionale israeliano.

Durante un incontro al Tempio italiano di Gerusalemme, Monti si è rivolto alla comunità ebraica italiana in Israele sottolineando che ”la partecipazione attiva e fruttuosa delle comunità ebraiche alla vita nazionale italiana, fin dai suoi arbori, ha reso ancora più atroce l’infame scelta di introdurre quelle leggi razziali che hanno brutalmente interrotto questa simbiosi, condannando migliaia di ebrei italiani all’esclusione e infine allo sterminio”.

La due giorni in Israele e Territori palestinesi è stata l’occasione per Monti per affrontare l’annosa questione israelo-palestinese, sottolineando che la linea dell’Italia, ancorata a quella dell’Ue, è basata sull’opzione ‘due popoli, due Stati’, contigui e in pace, entro i confini del ’67. Sono stati due giorni fitti di appuntamenti con le massime autorità dello Stato ebraico, durante i quali Monti ha anche fatto visita a Ramallah al presidente dell’Autorità nazionale palestinese, Mahmoud Abbas. La visita si è chiusa con un incontro con il leader del partito di opposizione Kadima, Shaul Mofaz.

Oltre agli incontri istituzionali con le autorità israeliane e palestinesi, durante la visita mediorientale c’è stato spazio anche per la politica interna. In primo piano la riforma del lavoro e il rapporto con i partiti (“prima non si parlavano”, mentre ora lo fanno, “nel segno di una responsabilità nazionale che molti all’interno e all’estero non accreditavano alla classe politica italiana”). L’occasione per tornare a parlare della situazione italiana, riferendo dei progressi compiuti dall’Italia negli ultimi mesi, è stata la cena con il presidente israeliano Shimon Peres a Gerusalemme, durante la quale il premier è tornato a difendere la riforma del lavoro spiegando che renderà ”il mercato del lavoro molto più flessibile a beneficio delle imprese e meno dualistico”.

 

In Egitto

Ieri Monti è stato in Egitto, terza tappa del tour mediorientale, accolto al Cairo dall’ambasciatore d’Italia in Egitto, Claudio Pacifico. Il trattato di pace tra Israele ed Egitto, ha detto il premier al termine dell’incontro con il primo ministro egiziano Khamal el Ganzouri, rimane ”un pilastro” per un Medioriente ”stabile e pacifico”.

– Ho trasmesso al primo ministro la convinzione forte del governo italiano e ho trovato riscontro sulla grande priorità che il trattato di pace rimanga fermo e rispettato – ha proseguito Monti -. Sono venuto a portare la testimonianza del sostegno politico ed economico perché possa affermarsi nel nuovo Egitto una democrazia che sia espressione dei diritti umani, delle libertà religiose e dei principi di tolleranza, giustizia e moderazione.

Monti ha sottolineato ”la capacità di sorprendere” dell’Egitto, esprimendo grande apprezzamento per il fatto che ”in un anno così difficile e drammatico sia stato capace” di organizzare le elezioni ”cui hanno partecipato milioni di persone”.

– Ho ribadito al primo ministro – ha aggiunto il premier – la volontà dell’Italia ad accompagnare il Paese nel tormentato processo di transizione democratica.

Monti ha poi chiesto che il governo del Cairo garantisca ”un ambiente business frendly” per le imprese italiane che operano in Egitto, offrendo parametri di sicurezza adeguati.

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