Liberato l’addetto commerciale dell’Ambasciata del Costa Rica

CARACAS – E’ stato liberato, apparentemente senza aver pagato alcun riscatto, l’addetto commerciale dell’Ambasciata del Costa Rica, Guillermo Cholele. La liberazione del funzionario, abbandonato nei pressi di Charallave, è stata data dal ministro degli Interni, Tareck El Aissami, attraverso il social-network Twitter. Il funzionario  diplomatico, che nelle prossime ore sarà sottoposto ad una profonda visita medica, starebbe in buone condizioni e già avrebbe conversato telefonicamente con la moglie. Stando a indiscrezioni i sequestratori avrebbero liberato la vittima per il “pressing” operato dalle autorità di polizia che, sempre stando a indiscrezioni, avrebbero individuato già alcuni membri della banda.

Come si ricorderà, il Governo del Costa Rica, ieri, dopo il sequestro dell’addetto commerciale della propria ambasciata a Caracas, Guillermo Cholele, rapito domenica notte di fronte alla sua residenza a La Urbina , aveva avanzato la richiesta di “piena garanzia per la sicurezza e l’integrità física del proprio funzionario.  Ieri  un gruppo formato da 100 funzionari del Cipc, dopo aver intercettato una chiamata dei sequestratori alla famiglia della vittima, ha perquisito i due edifici che formano la torre Confinanzas, presumendo che lì fosse rinchiuso Cholele.

Il secuestro del diplomatico costaricano entra a far parte della tragica lista di 12 casi di cronaca nera che tra il 2011 e il 2012 ha visto involucrati come vittime ambasciatori, familiari o membri di delegazioni diplomatiche straniere in Venezuela. L’elenco ha inizio con il sequestro, durato più di due ore, del console cileno a Caracas, Juan Carlos fernández, nel novembre 2011. Successivamente, nel gennaio dell’anno corrente, Carlos Pujalte, ambasciatore del Messico in Venezuela, fu sequestrato, sempre nella capitale, durante 4 ore insieme alla moglie, Paloma Ojeda. Alla lista vanno aggiunti i rapimenti di un addetto militare boliviano e del figlio dell’ambasciatore del Vietnam.
Inoltre vanno conteggiati il furto di veicoli a un addetto della delegazione messicana e a un membro della rappresentativa britannica, l’attacco alla sede dell’ambasciata della Grecia a Caracas, situata nel quartiere dell’Alta Florida, e il furto alle sedi diplomatiche di Francia,  Suriname e, proprio ieri, del Messico. In nessuno dei casi suddetti si erano registrati morti, fino alla triste vicenda del marzo scorso, con l’uccisione della figlia del console cileno a Maracaibo, Karen Berendique, da parte di un funzionario del Cicpc.
La delinquenza in territorio venezuelano non conosce limiti: dopo i sequestri ai danni di imprenditori, industriali, commercianti, piccoli e grandi, preferibilmente di origine europea, italiana in primis, il crimine intravede nel settore diplomatico un nuovo obiettivo ‘rentable’.

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