Passera in campo: «Obiettivo credito e crescita»

ROMA – Messi in sicurezza i conti pubblici, affrontata l’emergenza lavoro e chiuso il capitolo pensioni, il governo non perde di vista l’obiettivo principale per il Paese, quello della crescita. A scendere in campo, nel giorno in cui dai mercati arriva un nuovo allarme sull’Italia, è il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, che, dopo una serie di contatti informali che ieri l’hanno portato a incontrare anche il presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari, la prossima settimana vedrà banche e imprese per fare il punto sulle misure da mettere in atto per rilanciare l’economia e per affrontare il nodo credito, dopo la denuncia sul credit crunch arrivata non più di una settimana fa da Confindustria.
Passera aveva già lasciato intendere un intervento a breve pochi giorni fa, prospettando provvedimenti normativi per invertire la rotta dopo il rallentamento del credito registrato negli ultimi mesi. Misure specifiche potrebbero andare a risollevare il mondo bancario ‘’perchè – aveva detto il ministro – è assurdo che chi investe in finanza pubblica venga penalizzato’’. Favorite le banche, in cattive acque proprio per l’esposizione in titoli di Stato, sarebbe quindi più semplice anche garantire prestiti a famiglie e imprese.
Uno degli snodi fondamentali (che non a caso ha pesato anche ieri sui titoli del settore in Borsa) è proprio l’utilizzo che le banche hanno fatto della liquidità messa a disposizione della Bce. Gran parte di quel denaro (in tutto circa 250 miliardi piovuti sugli istituti italiani) è infatti servito alle banche per acquistare i titubanti titoli di Stato, proprio mentre famiglie e imprese devono vedersela, secondo Confindustria, con ‘’il preoccupante fenomeno di restrizione del credito’’. L’incontro servirà dunque a fare il punto sull’andamento del fondo di garanzia a favore delle pmi recentemente finanziato, e sulla moratoria siglata da tutti gli attori del mondo imprenditoriale. Ma sul tavolo non ci sarà solo il rapporto banche-imprese. Passera dovrà con ogni probabilità vedersela anche con l’annoso problema dei crediti che le aziende vantano nei confronti della la pubblica amministrazione. Questione imprescindibile per gli imprenditori grandi e piccoli che ieri sono tornati all’attacco.
– La vera criticità assoluta è il credito verso la P.A. – ha sottolineato Emma Marcegaglia -. Si tratta di un problema ‘’drammatico’’: cento miliardi di euro non pagati è una cosa che fa urlare; non è da Paese civile.
Alle imprese potrebbe essere intanto destinata una drastica revisione degli incentivi. Da tempo il ministero lavora infatti a sfrondarli e semplificarli per rilanciare la crescita e riqualificare allo stesso tempo la spesa pubblica.

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