La drammaturgia di Pirandello al centro di una conferenza all’IIC

CARACAS – È in calendario per oggi alle 18.30 il secondo appuntamento del ciclo di conferenze sulla storia del teatro italiano organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Caracas. Al centro della conferenza tenuta dalla Dr.ssa Patrizia Linossi “La grande drammaturgia di Luigi Pirandello”, che fa seguito all’incontro dedicato a “l’illustrissimo Carlo Goldoni e il teatro moderno italiano”, svoltosi a fine gennaio.
Luigi Pirandello (Agrigento, 28 giugno 1867 – Roma, 10 dicembre 1936) fu un drammaturgo, scrittore e poeta, insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1934.
“Liolà”, “La giara”, “Il berretto a sonagli”, “Pensaci, Giacomino!”, “Così è (se vi pare)”, “Il piacere dell’onestà” sono i lavori più significativi del periodo 1915-20, ma è nel 1921 – anno della prima rappresentazione dei “Sei personaggi in cerca d’autore” – che la fama di Pirandello varca i confini nazionali, con il consenso unanime di pubblico e critica. Da ricordare, ancora, i drammi “Vestire gli ignudi” (1923) e “L’amica delle mogli” (1927), dedicati a Marta Abba.
I tratti salienti dell’arte di Pirandello si presentano sin dalle sue prime prove narrative: se già nel romanzo breve “Il turno” il gusto dell’autore siciliano per il grottesco corrosivo risulta evidente, ne “L’esclusa” si precisa una visione dell’uomo prigioniero delle convenzioni e smarrito nel dedalo di una verità proteiforme. Tali concetti trovano definitiva sistemazione ne “Il fu Mattia Pascal” e vengono integrati dalle riflessioni contenute nel saggio “L’umorismo” (1908), incentrato sui problemi della creazione artistica.
Se “I vecchi e i giovani” segna un ritorno ai canoni del verismo, nel confronto tra illusioni risorgimentali e scorciatoie cercate dalle nuove generazioni, in “Suo marito” e “Si gira” si fa più pessimistico il suo sguardo sull’umanità, ingabbiata nella finzione ed impossibilitata a decrittare il reale. Uguali tematiche si riscontrano nelle sue novelle, raccolte sotto il titolo “Novelle per un anno”, e nel suo ultimo romanzo “Uno, nessuno e centomila”.
Sede dell’Istituto (Av. San Juan Bosco, tra la 5ta e la 6ta trasversale di Altamira, Caracas). Prenotazioni: com.iiccaracas@esteri.it. Per maggiori informazioni, IIC: 0212.2679143 / 0121.2670440. Entrata libera.

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