Marcegaglia chiede modifiche Cgil difende il reintegro

Pubblicato il 10 aprile 2012 da redazione

ROMA – Oggi parte l’iter parlamentare del ddl sulla riforma del mercato del lavoro e si comincia con le audizioni delle parti sociali. Mentre le imprese si preparano a chiedere modifiche: proprio oggi pomeriggio Confindustria, Abi, Rete Imprese Italia, Ania e Alleanza delle cooperative si vedranno, nella foresteria degli industriali, per esaminare il ddl licenziato dal governo, decidere la strategia e la possibile linea comune, in vista dell’avvio della discussione in Senato.
– Non si tratta di chiedere ‘’stravolgimenti’’ – ha puntualizzato il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia – ma di cambiare alcuni punti soprattutto sulla flessibilità in entrata, senza tralasciare i ‘paletti’ per quella in uscita.
Intanto ieri la Cgil ha riunito la segreteria allargata ai leader delle categorie e dei territori: il numero uno Susanna Camusso ha ribadito come l’introduzione della possibilità del reintegro nei licenziamenti per motivi economici ‘insussistenti’ sia ‘’un concreto passo in avanti’’. Linea non condivisa dalla Fiom: il leader delle tute blu Maurizio Landini ha infatti, al contrario, ribadito il giudizio negativo sulla riforma e in particolare sulle modifiche all’articolo 18 tornando a dire che cosi’ il reintegro diventa ‘’un miraggio’’ per casi eccezionali, e che quindi non si è di fronte a un punto di avanzamento.
Divergenza di giudizio che si è riprodotta sui motivi della mobilitazione, che la Cgil ha mantenuto in campo (confermando il pacchetto di 16 ore di sciopero già proclamato), le cui data e modalità saranno decise al direttivo del 19 aprile, ma che non sarà più incentrata sull’articolo 18, come deciso dalla segreteria nazionale la scorsa settimana.
La maggioranza della Fiom, cosi’ come il coordinatore dell’area di sinistra della Cgil Lavoro Società, Nicola Nicolosi, hanno chiesto di ‘’reinserire’’ l’art.18 tra i motivi dello sciopero generale. La Cgil intende ‘’presidiare’’ la discussione sul ddl al fine di ‘’migliorarlo’’ a partire da precarietà e ammortizzatori. Non bisogna ‘’smobilitare’’, nè abbassare la guardia, è la posizione ribadita anche ieri da Camusso. Che come Cisl, Uil e Ugl punta il dito anche sulla crescita e sul fisco, chiedendo la riduzione delle tasse sui lavoratori dipendenti e i pensionati; oltre a ottenere provvedimenti per la crescita e l’occupazione.
– Occorre unificare gli sforzi per convincere il Governo ad aprire il capitolo delle tasse e della crescita – ha insistito il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni -. E su questo come sindacato siamo pronti a mobilitarci per ottenere questa svolta nella politica economica.
– Nessuno di noi ha chiesto di stravolgere tutto, però – ha spiegato Marcegaglia parlando del tavolo di oggi e di ‘’una serie di proposte’’ che verranno presentate anche ai partiti – ci sono molti punti’’, in particolare sulla flessibilità in entrata, che se non dovessero venire cambiati ‘’non solo non creerebbero nuova occupazione, ma rischierebbero di ridurla’’. E sull’articolo 18 ha ribadito:
– Secondo noi l’accordo del 23 marzo rimane una buona soluzione rispetto all’ultima che ridà un po’ di incertezza e rimette in mano ai giudici le decisioni sui licenziamenti per motivi economici. Questo non vuole dire che non ci sia stato un avanzamento, perchè oggi il giudice deve reintegrare se c’è un licenziamento illegittimo, domani potrà scegliere entro alcuni paletti che sono stati definiti. Vorremmo che si ragionasse su questo punto’’.

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