Del Piero: «Pareggiare? Sarebbe stato un suicidio»

Pubblicato il 11 aprile 2012 da redazione

TORINO – La firma del capitano sul nuovo sorpasso della Juve. Del Piero entra a diciannove minuti dalla fine di una partita in cui la palla sembra non voler proprio entrare. Sistema con cura la sfera, la punizione ha una parabola dolce che filtra sul palo di Marchetti, intento a verificare la posizione della barriera, e finisce in fondo alla rete. Lo stadio esplode, il presidente Agnelli applaude in tribuna, per un gol che può valere lo scudetto, il numero 288 per il numero dieci nel giorno della sua presenza numero 700 in maglia bianconera.
La Juve torna in testa alla classifica, con un punto di vantaggio sul Milan.
– Pareggiare o perdere questa partita sarebbe stato calcisticamente un suicidio dopo il primo tempo che abbiamo fatto – analizza Alex – E’ stato uno dei gol più importanti della carriera? Me lo auguro, di sicuro è stato fondamentale. L’abbraccio dei compagni è stata la cosa più bella.
Poi nel descriverlo sorride:
– Ero già d’accordo con Pirlo che discutesse con la barriera…
Un gol che potrebbe tingersi di tricolore:
– Siamo alle battute finali, noi non molliamo come non molla il Milan. E’ una guerra di nervi, di stanchezza, di lucidità, di tante cose. Noi stiamo bene, abbiamo vinto, ora pensiamo alla prossima partita. Certo, la tensione la fa da padrona, noi dobbiamo dominarla. Se fossimo stati 3-0 al primo tempo l’avremmo sentita meno. Abbiamo avuto occasioni limpide ma sappiamo che da un giorno all’altro tutto può cambiare di nuovo. Certo è che abbiamo spostato l’obiettivo al 13 maggio (ultima di campionato, ndr).
Gol a Roma e Milan in coppa Italia, gol all’Inter in campionato, stasera un’altra perla. Del Piero è ancora decisivo nell’ultimo anno in bianconero.
– Il mio discorso personale e quello della Juve vanno insieme, è un momento meraviglioso per noi, che scatena energie e gioia. Il mio futuro è il presente, penso alla coppa Italia, allo scudetto e a Cesena, la prossima partita. E’ l’ultimo mio anno di calcio giocato? Giocherò ancora, giocherò ancora.
Antonio Conte applaude:
– Ale è sempre stato e sempre sarà un valore aggiunto. Per un minuto o per una partita intera sa che ho bisogno di lui e che ci può dare una grossa mano. Il suo futuro? In questo momento pensiamo a Cesena che per noi è l’impegno della vita. Ci troviamo a lottare per qualcosa di impensabile e straordinario, concentriamoci sul presente, ci sarà tempo per tutto.
La rete del capitano ha reso giustizia alla Juve.
– C’era rammarico e rabbia perchè anche in altre partite dominate e non chiuse alla fine erano arrivati dei pareggi – afferma il tecnico bianconero -. Pensi alla beffa del pari, ma speri che non sia così e per fortuna così non è stato. Si è visto il solito difetto della stagione, quello di non ‘ammazzare’ l’avversario. C’è stata una sola squadra in campo, che ha concesso un solo tiro (e un gol) all’avversario. Quando abbiamo avversario sotto i piedi dobbiamo schiacciargli la testa, se non lo facciamo può sempre rialzarti e sferrarti il Ko. Se fossimo riusciti a concretizzare di più, sarebbe stato anche più giusto perchè la Juve ha dominato.
Importante, dice Conte, è che ”oggi siamo entrati in Champions dalla porta principale a sei giornate dalla fine”. Edy Reja ‘festeggia’ con un’ espulsione la sua partita numero 100 sulla panchina della Lazio.
– Appena dico mezza cosa, mi mandano via. Ma non ho offeso nessuno, dicono che ho fatto un applauaso, se questo è sufficiente per buttarmi fuori… – rileva amaro -. Abbiamo fatto bene la partita che dovevamo fare – aggiunge il tencico biancazzurro sul match – contro una Juve in grande condizione. Abbiamo sofferto, come è normale, Marchetti ha fatto interventi strepitosi. Catenaccio? No, assolutamente, ho messo quattro giocatori offensivi. Il problema è che non riuscivamo ad accorciare e a ripartire come volevamo. La Juve ha fisico e qualità, il gol di Mauri è arrivato al momento giusto, infatti nella ripresa ci siamo sistemati meglio.
A Reja resta il rammarico per l’epilogo:
– Stringnedo i denti nel finale forse avremmo potuto portare a casa il risultato. Per le condizioni in cui eravamo, i ragazzi hanno fatto una prestazione eccezionale, complimenti per come hanno lottato.

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