Abete: «Balotelli ha sbagliato ma decide Prandelli»

ROMA – “Balotelli sa di aver sbagliato e ha chiesto scusa, Prandelli farà le sue valutazioni in relazione ad un percorso sull’attenzione ai comportamenti che ha portato avanti da quando è commissario tecnico”. L’ultima bravata di Mario Balotelli – la squalifica per tre turni per l’espulsione rimediata domenica contro l’Arsenal – offre l’occasione al presidente della Figc, Giancarlo Abete, per sottolineare il valore dell’etica nel calcio. ‘Super Mario’, infatti, oltre ad essere un attaccante del Manchester City è un giocatore della Nazionale di Prandelli e deve rispettare il codice etico adottato dal ct. Pena l’esclusione dai convocati per l’Europeo di giugno che si disputerà in Polonia e Ucraina.
– Dobbiamo prestare attenzione agli aspetti valoriali di riferimento – ha sottolineato Abete a margine della 4/a Conferenza Fifa sul calcio femminile -. La valutazione finale spetta a Prandelli.
Se l’affaire Balotelli deve essere risolto dal ct, ce n’é un altro che coinvolge il numero uno di via Allegri, in quanto rappresentante del calcio italiano: lo scandalo Calcioscommesse, per il quale non sono ammessi atti di clemenza.
– Come giustizia sportiva faremo sino in fondo la nostra parte – ha assicurato Abete -. C’é l’impegno di dare luogo entro fine mese alla seconda tranche di deferimenti dopo quelli che coinvolsero Doni, Santoni e Gervasoni. E probabilmente ce ne sarà una terza, una volta che arriverà la documentazione dalla Procura di Bari.
Nei prossimi mesi, la classifica di Serie A potrebbe essere riscritta a più riprese. Anche dopo che la Figc avrà comunicato alla Uefa la lista delle squadre per le coppe europee, ma la Procura federale non potrebbe fare altrimenti.
– Sarebbe un’ingiustizia stare fermi nel momento in cui la Procura federale, attraverso i documenti disponibili e gli incontri con i tesserati, valuti che esistano delle situazioni meritevoli di deferimento -ha puntualizzato Abete -. Se emergono nuove fattispecie di reato, la Procura federale si deve muovere – ha poi aggiunto-. Non è la giustizia sportiva che può dare i tempi alle Procure della Repubblica.
L’altro “grave problema” che sta a cuore al presidente della Federcalcio è la questione degli stadi di proprietà.
– Quello che è accaduto a Cagliari (i rossoblù giocano a Trieste per la riduzione temporanea della capienza del Sant’Elia, ndr) è la rappresentazione visiva dello stato fatiscente degli impianti del nostro paese.
Il disegno di legge sugli stadi sembra essersi arenato.
– Il 18 aprile al Coni ci sarà un’importante occasione di incontro con il premier Monti e il ministro dello Sport Gnudi – ha però sottolineato -. Ogni occasione è buona per chiedere a Governo e Parlamento uno sforzo per una legge a costo zero che riattivi un meccanismo di investimenti sugli stadi italiani.
A detta di Abete, ne beneficerebbe anche la competitività dei club italiani in Europa.
– Il problema del calcio italiano è strutturale – dice -, non contingente. Senza stadi e con una presenza massiccia di diritti tv il percorso per conservare e recuperare la competitività internazionali è irto d’ostacoli. Occorrono investimenti strutturali e nel settore giovanile.
In confronto, le adozioni delle tecnologia ‘gol-non gol’ e degli arbitri di porta sono questioni risolvibili in tempi brevi.
– Come federazione siamo pronti ad adottarle, vediamo cosa uscirà dall’International Board di Kiev del 2 luglio – ha assicurato Abete.

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