Lega, Belsito riconsegna diamanti e lingotti alla GdF

Pubblicato il 17 aprile 2012 da redazione

MILANO – Francesco Belsito, l’ex tesoriere della Lega Nord indagato dalle procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria per truffa ai danni dello Stato e riciclaggio, ha consegnato diamanti e lingotti d’oro alla Guardia di finanza di Milano. La riconsegna tramite il suo legale, Paolo Scovazzi.
L’ex tesoriere della Lega ha consegnato 11 lingotti per un peso complessivo di 5 kg e 11 diamanti in una confezione sigillata. Il trasferimento è avvenuto a bordo di un’auto.

Boni si dimette
“Ho sentito un dovere in questo momento in cui il mio partito è continuamente sui giornali”. Davide Boni ha spiegato così le sue dimissioni da presidente del Consiglio regionale della Lombardia.
– Ne ho sentito il bisogno – ha aggiunto – non c’è stato altro, la mia situazione giudiziaria non è cambiata rispetto a 5 settimane fa e sono estraneo a quella vicenda.
Boni ha spiegato che le sue dimissioni dal Pirellone saranno depositate oggi mentre il sostituto (leghista) verrà eletto l’8 maggio, nella prima seduta del Consiglio regionale. Di conseguenza, Boni lascerà anche la presidenza della Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome.
– La Lega è la mia vita, da domani tornerò alla politica attiva, che mi mancava – ha detto.
Ma non c’é solo questo che, a suo dire, lo ha indotto a fare un passo indietro che era stato evitato più di un mese fa.
– Dopo 35 giorni – ha spiegato facendo riferimento all’informazione di garanzia ricevuta per un presunto giro di tangenti – la situazione non è facile, soprattutto a livello personale, avendo una famiglia. Sono comunque sereno. Quella delle dimissioni è stata una scelta maturata nel tempo, sofferta, che ho preso io con la mia famiglia. Per una volta non ho obbedito né a Maroni, né a Calderoli né a Bossi – ha aggiunto, ricordando di aver ricevuto “anche ieri la fiducia” dei triumviri della Lega e di aver incontrato in via Bellerio anche Umberto Bossi.
– Maroni e Calderoli – ha concluso Boni – sono stati i primi a telefonarmi oggi per ringraziarmi.
– In funzione di quanto ha fatto il mio Segretario federale, Umberto Bossi, che ha fatto un passo indietro per agevolare una serena condizione politica per il movimento, faccio anch’io un passo indietro, precisando che nessuno me l’ha mai chiesto, in totale autonomia – ha fatto poi sapere Boni con una nota -. Dopo 22 anni di militanza non posso e non voglio però fare altro, ancora una volta, che seguire l’esempio del mio segretario federale, al quale già rimisi il mandato un mese fa. Se fa un passo indietro lui, diviene un imperativo morale per me seguirlo.
Con le dimissioni annunciate da Davide Boni da presidente del Consiglio regionale della Lombardia sale a tre il numero degli esponenti della Lega che hanno lasciato nell’ultima settimana il Pirellone.
Il passo indietro di Boni chiude anche la polemiche per le sue mancate dimissioni dopo essere stato indagato per corruzione e finanziamento illecito dei partiti a inizio marzo. Sempre dichiaratosi innocente, Boni mise a disposizione il suo mandato ai vertici della Lega, che però gli rinnovarono la fiducia a livello di segreteria federale.

Formigoni non molla
Roberto Formigoni non intende lasciare il suo incarico di presidente della Lombardia. – In questo momento – ha spiegato alla ‘Telefonata di Belpietro’ su Canale 5 – confermo che il mio desiderio è di completare la legislatura fino al 2015 dando dimostrazione che il nostro è e resta e sarà in questi tre anni un buon governo a vantaggio dei cittadini. Non la do certamente vinta – è la sua conclusione -, a chi penserebbe di mettermi in fuga o trovare scorciatoie. Anche Gesù ha sbagliato a scegliersi uno dei collaboratori, non pensiamo di essere impeccabili. Può essere che ciascuno di noi abbia nelle sue infinite conoscenze una persona che non è perfettamente limpida ma questo lo stabilirà la magistratura – ha detto Formigoni, a margine dell’inaugurazione del Salone del Mobile a Fieramilano, rispondendo a una domanda sui suoi rapporti con Pierluigi Daccò, coinvolto nell’inchiesta sul San Raffaele e la Fondazione Maugeri.

Accolte le dimissioni del ‘Trota’
Le dimissioni da consigliere regionale del leghista Renzo Bossi sono state accolte all’unanimità dall’aula del Pirellone.
Ma la votazione, un passaggio di solito formale, è stata accompagnata da uno scambio polemico.
– La vicenda del consigliere Renzo Bossi – ha detto Luca Gaffuri (Pd) – è l’immagine di una legislatura andata a male e che deve finire presto.
Stefano Galli (Lega) ha però chiesto “soprattutto all’opposizione di fare autocritica: noi siamo coerenti”.
Per prassi l’accettazione delle dimissioni di un consigliere regionale non viene accompagnata da dibattito, ma le opposizioni hanno voluto evidenziare che il passo indietro di Renzo Bossi non è come gli altri.
La discussione è durata un quarto d’ora: una volta ratificate all’unanimità le dimissioni, in Aula ha fatto il suo ingresso Clotilde Lupatini, leghista bresciana che ha preso il posto di Bossi Jr, eletta nello stesso collegio.
Non è naturalmente in Aula Monica Rizzi, altra leghista bresciana che si è dimessa lunedì da assessore regionale allo Sport che non è consigliere e dunque ha concluso la sua esperienza al Pirellone.

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