Confindustria e Pd: allarme occupazione

ROMA – Confindustria trova la sponda del Pd sulle proprie proposte di modifica alla riforma del mercato del lavoro. L’incontro tra la leader degli industriali Emma Marcegaglia e i vertici del Partito democratico ha infatti portato ad individuare diversi punti d’accordo. Ma proprio sul lavoro oggi viale dell’Astronomia lancia l’allarme disoccupazione: l’impennata dei senza lavoro, avverte il Centro studi di Confindustria, proseguirà perchè la situazione non è migliorata.
Le preoccupazioni degli industriali sulla riforma del lavoro sono state al centro oggi di un incontro nella sede del Pd tra Marcegaglia e Pier Luigi Bersani, che segue quello con il segretario del Pdl, Angelino Alfano, giovedì scorso. E se in quell’occasione si era parlato di asse Confindustria-Pdl per le modifiche alla riforma, anche il faccia a faccia con Bersani è stato, a giudizio di Marcegaglia, soddisfacente.
– L’incontro è andato bene – ha commentato -. Abbiamo illustrato i punti che riteniamo critici della riforma e abbiamo trovato comprensione e condivisione per le nostre preoccupazioni.
Quindi ha spiegato che i punti d’accordo riguardano i contratti a tempo determinato e la regolamentazione di alcuni aspetti che riguardano i lavoratori con partita Iva. Proprio su questi punti sarebbero al lavoro i relatori al ddl, mentre sarebbe in linea di massima blindata l’intesa sull’articolo 18, per il quale si potrebbero introdurre solo un paio di ‘mini correzioni’, una delle quali potrebbe riguardare i licenziamenti disciplinari, con un ridimensionamento della discrezionalità dei poteri del giudice. A Marcegaglia Bersani ha assicurato la disponibilità del Pd a fare alcune modifiche al testo del ddl.
– Ci sono una serie di cambiamenti su cui siamo disponibili a cercare soluzioni che uniscano e non che dividano – ha spiegato il segretario -. C’è bisogno di tanta, tanta coesione.
Bersani ieri ha avuto un giro di consultazioni anche con Rete Imprese Italia, Confcommercio e Confesercenti e i rappresentanti degli agricoltori. Ha spiegato che si sta ragionando su come andare avanti ‘’sapendo che dopo le regole ora bisogna discutere del lavoro che manca’’. Ed è proprio su questo tema che viale dell’Astronomia lancia l’allarme.
‘’La brusca impennata della disoccupazione italiana proseguirà perchè permarranno le condizioni che l’hanno causata: perdite di posti di lavoro che si coniugano alla maggiore ricerca di impiego per compensare la caduta del reddito reale’’, ha avvertito il Csc nell’ultima analisi mensile. A febbraio sono anche calati per il quinto mese di fila i prestiti alle imprese italiane (-0,5% su gennaio e da settembre lo stock e’ diminuito dell’1,9%). Dati che fanno crescere l’allarme dei sindacati. La Cgil parla di ‘’un vero e proprio bollettino di guerra’’.
– Gli effetti della recessione continuano a produrre danni gravissimi e determinano una situazione dai tratti drammatici – sottolinea il segretario confederale Fulvio Fammoni, avvertendo il Governo che ‘’l’unica cosa che non si può fare è arrendersi alla recessione e dire che fino al 2013 non ci sarà crescita’’. Mentre la Cisl si dice pronta a mettere in campo ‘’una mobilitazione straordinaria a livello nazionale e territoriale per sostenere la realizzazione di un Patto per la crescita e per il lavoro’’.

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