Salta l’incontro Berlusconi-Monti Gelo per le frequenze Tv

ROMA – Silvio Berlusconi annulla la colazione a palazzo Chigi con Mario Monti, ufficialmente per non prestare il fianco alle polemiche sul tema delle frequenze tv. Ma in molti – nel Pdl e, rigorosamente off the record, anche nel governo – danno una lettura ben diversa: dietro la decisione del Cavaliere vi sarebbe il tentativo di mettere pressione sull’esecutivo, senza però dare scossoni che, in un momento così delicato visto l’ampio scontento che si respira in Parlamento, potrebbero avere imprevedibili conseguenze.
‘’Per non alimentare polemiche e per evitare o prevenire insinuazioni malevoli su questioni inerenti le frequenze televisive, il Presidente Silvio Berlusconi ha chiesto al Presidente del Consiglio Mario Monti di rinviare la colazione prevista a Palazzo Chigi’’, recita l’asciutta nota diffusa da palazzo Grazioli, dopo che Giuliano Ferrara, sul sito de ‘Il Foglio’ aveva anticipato la decisione, consigliando però all’ex premier di cambiare idea.
Che dietro al forfait ci sia qualcosa di più e (potenzialmente) più preoccupante per il governo Monti sono diversi elementi a indicarlo. Innanzitutto il fatto che Berlusconi rinvia l’appuntamento a quando ‘’ sarà completata la valutazione’’ dello stesso Cavaliere e del Pdl ‘’sui provvedimenti fiscali, su quelli che riguardano la casa e sulle misure per la crescita che il Governo si accinge a varare’’. Come dire: fino ad allora non confermerò, con la mia presenza a palazzo Chigi, quel pieno e incondizionato sostegno finora garantito al Professore.
Ma c’è dell’altro. Un segnale indicativo del clima che si respirava a palazzo Grazioli, oltre alle parole piuttosto dure di Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, è che a telefonare a Monti – dopo che la notizia era già filtrata sul sito del Foglio – non eè stato l’ex premier, ma Gianni Letta, l’uomo delle mediazioni difficili e delle situazioni delicate. Più volte in passato, come ha riferito lo stesso Monti, i due si sono sentiti telefonicamente. Stavolta, invece, nulla. Un piccolo ‘sgarbo’ da parte del Cavaliere che sembra dimostrare come intenda così mandare al capo del governo un messaggio molto chiaro: le cose così non vanno.
Del resto poco prima, lo stesso Monti aveva difeso il testo dell’emendamento che azzera il beauty contest e che impone l’asta sulle frequenze. Mentre Corrado Passera negava che la modifica impedisse l’accesso all’asta di Rai e Mediaset, mandando ancora una volta su tutte le furie Paolo Romani che nel sostenere l’esatto contrario, invitava senza troppi complimenti il ministro dello Sviluppo Economico a ‘’studiare le carte’’.
Clima tesissimo dunque, nonostante il Professore resti fiducioso che la querelle non ‘’comprometterà’’ i rapporti con il Pdl. In effetti, anche gli uomini più vicini al Cavaliere dicono che Berlusconi non ha nessuna intenzione di ‘’strappare’’ perchè andare al voto a ottobre sarebbe un ‘’disastro’’. Però, prosegue nel ragionamento un fedelissimo, ‘’un segnale andava dato perchè qualcuno non ha mantenuto la parola data’’. Qualcun altro sostiene anche che Berlusconi ha colto due piccioni con una fava, anzi tre: olre a tentare di difendere Mediaset, consapevole del crescente scontento fra i suoi parlamentari (molti iniziano a parlare apertamente di ‘’staccare la spina’’ al governo) ha voluto alzare la posta dicendo chiaramente che dal Pdl non ci sono assegni in bianco e che le misure dovranno essere condivise. Così facendo, inoltre, Berlusconi ha evitato di mettere in difficoltà Angelino Alfano. Pare inoltre che – almeno secondo fonti a lui vicine – il segretario del Pdl avesse concordato con l’ex premier di tralasciare in quella cena il tema frequenze per non prestare il fianco alle inevitabili accuse del Pd. E Monti? Come l’ha presa il premier. Da palazzo Chigi, naturalmente, non filtra nessun commento. Neanche ufficioso. Solo dietro rigoroso anonimato, una fonte molto vicina al professore ammette:
– Certo, non è un bel segnale e non possiamo leggerla positivamente, ma non è così preoccupante come può apparire.
Forse anche Monti ha capito che il Cavaliere, almeno per ora, ha ancora bisogno di lui.