Sequestrati 2.5 milioni di euro a Palazzo Chigi

Pubblicato il 18 aprile 2012 da redazione

NAPOLI – Oltre sette ore davanti al giudice per difendersi dalle accuse mosse da due procure, quelle di Napoli e di Bari. Tanto è durato il ‘’duplice’’ interrogatorio di garanzia del direttore dell’Avanti Valter Lavitola nel carcere di Poggioreale dove è detenuto da lunedì scorso quando si è costituito all’aeroporto di Fiumicino, dopo una lunga latitanza trascorsa tra Panama e Argentina.
L’indagato ha risposto alle domande del gip Dario Gallo, il magistrato che ha firmato la seconda delle ordinanze di custodia a suo carico, che hanno riguardato in primo luogo l’inchiesta condotta dalla procura di Napoli e divisa in due filoni: il primo relativo a presunti illeciti nei finanziamenti al quotidiano in base alla legge sui contributi all’editoria, il secondo per le presunte tangenti a esponenti del governo di Panama per gli appalti delle carceri ‘’modulari’’, vicenda in cui Lavitola, secondo l’accusa, avrebbe rivestito un ruolo di mediatore.
Il secondo atto è stato dedicato invece alla vicenda delle presunte pressioni sull’imprenditore pugliese Gianpaolo Tarantini perchè tacesse sulla vicenda delle escort che parteciparono alle feste di Berlusconi a Palazzo Grazioli e a Villa Certosa. Sull’esito dell’interrogatorio non sono trapelate indiscrezioni. Fonti della procura partenopea si limitano ad osservare che l’indagato ha fornito la sua versione sui fatti che ‘’necessita’ di approfondimenti’’. Occorre dunque attendere le prossime ore per capire se Lavitola abbia respinto le accuse o abbia offerto elementi utili per il prosieguo delle indagini.
Il quadro dovrebbe delinearsi più chiaramente quando i magistrati della procura – il procuratore aggiunto Francesco Greco e i pm Francesco Curcio, Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock – saranno chiamati a dare il loro parere sulla eventuale istanza di scarcerazione o di concessione degli arresti domiciliari che potrebbe presentare l’avvocato Gaetano Balice, difensore di Lavitola. Dopo le cinque ore dedicate all’inchiesta napoletana, Lavitola ha risposto al gip Gallo – che lo ha interrogato questa volta su rogatoria del giudice di Bari che ha emesso il primo provvedimento restrittivo – in relazione all’accusa di aver indotto l’imprenditore pugliese Gianpaolo Tarantini a non fare rivelazioni sulla faccenda delle escort.
Dopo l’interrogatorio del principale indagato, l’inchiesta dei pm di Napoli riprenderà per approfondire i vari filoni. Pare scontato che Lavitola possa sottoporsi a interrogatori investigativi davanti ai magistrati della procura. I quali in mattinata hanno inviato la Guardia di Finanza a palazzo Chigi: per sequestrare 2,5 milioni di euro presso il Dipartimento per l’editoria. Si tratta dei fondi già concessi ma non ancora erogati per il quotidiano L’Avanti e relativi all’anno 2010. Dal 1997 al 2009 il quotidiano socialista ha percepito finanziamenti dal fondo per l’Editoria pari a oltre 23 milioni: soldi ottenuti, secondo i magistrati, attraverso documenti attestanti spese in realtà mai sostenute.

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