Juve allunga sul Milan. A Genova calcio ostaggio deglin ultrá

Pubblicato il 23 aprile 2012 da redazione

ROMA – Il Milan che strappa il pari contro il Bologna solo nel finale grazie a Ibrahimovic, la Juve che nel posticipo strapazza la Roma e allunga a +3 sui rossoneri, ma soprattutto la follia ultra a Genoa: la 34/a giornata, che passa agli almanacchi del calcio come quella della decisa fuga della Juve verso lo scudetto, sarà ricordata per per un’altra giornata di follia a Marassi.

Nello stesso stadio in cui il 12 ottobre 2010 Ivan Bogdanov e i suoi hooligan venuti da Belgrado fecero interrompere Italia-Serbia, la scena si è ripetuta, anche se l’esito non è stato identico. La partita con il Siena è stata sospesa oltre 45 minuti per la contestazione di un gruppo di ultrà quando la squadra di Malesani era sotto per 4-0. Appesi anche loro a cavallo della balaustra, come quell’Ivan ribattezzato il ‘Terribile’. Una settimana dopo lo stop per la morte di Piermario Morosini, il campionato di calcio propone una giornata di violenza e follia pura, che fa invocare a Preziosi la squalifica del suo campo, e confessare a Sannino: questo non è piú calcio. Il film che mai si vorrebbe vedere dentro uno stadio va in scena all’8′ della ripresa: lancio di petardi e fumogeni per fermare la partita; la richiesta, assurda, ai giocatori di casa di togliersi le maglie perchè non degni di indossarle. Immediata la decisione di sospendere la partita presa dall’arbitro Tagliavento. Poi, quando già il capitano Marco Rossi aveva dovuto chinare la testa, la trattativa di Sculli con gli ultrà, le lacrime di Mesto, papà e bambini che lasciano frettolosamente il Ferraris. E il rientro in campo fino al risultato finale, 4-1 per il Siena (doppietta di Brienza, Destro, Giorgi e autorete di Del Grosso), che compromette non poco il cammino dei rossoblù verso la salvezza.

– Mai più quella gente allo stadio – è la dura posizione del presidente Federcalcio, Abete. In tarda serata, voci di dimissioni di Malesani, e di possibile sostituzione con De Canio.

Nel posticipo, la partita più attesa, la Juve travolge la Roma con un inequivocabile 4-0. Partita a senso unico, subito orientata da un uno-due di Vidal (prima gol di sinistro, poi di destro). Quindi Stekelenburg urta Marchisio lanciato in area: Tagliavento, tra le contestazioni dei giallorossi, decreta il rigore e l’espulsione del portiere. Il suo sostituto, Curci, respinge il penalty tirato da Pirlo, che però ribadisce in rete.

Nella ripresa, entra Del Piero al posto di Quagliarella, ma l’altra bandiera, Totti, veterano di tante sfide tra giallorossi e bianconeri, resta in panchina, accigliato. Marchisio fissa poi il risultato sul 4-0. Nel finale, sfottò di Lichtsteiner, che fa con la mano il segno del 4-0, e Lamela gli risponde sputandogli sul braccio.

Nel pomeriggio, il Milan rischia grosso contro il Bologna, che va in vantaggio nel primo tempo con Ramirez, i rossoneri faticano non poco per riprendere il match. Poi l’ingresso in campo di Cassano ridà brio alla formazione di Allegri che trova il pareggio in extremis con Ibrahimovic. Ma San Siro fischia. Nell’anticipo dell’ora di pranzo la Fiorentina sfiora la vittoria contro l’Inter. Finisce 0-0 ma per i viola il rammarico del rigore di Ljajic parato da Julio Cesar.

La Lazio pareggia 1-1 con il Lecce in casa. La formazione di Reja va in vantaggio con Matuzalem ma in pieno recupero Bojinov pareggia regalando un punto prezioso alla formazione salentina in corsa per la salvezza. Pareggio (2-2) tra Cesena e Palermo: un punto per parte e tutti soddisfatt.

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