Marò, le famiglie dei pescatori: “Perdoniamo i fratelli italiani”

NEW DELHI – “Perdoniamo i fratelli italiani”. Così si sono espresse le famiglie dei due pescatori uccisi lo scorso 15 febbrario dell’incidente in cui sono coinvolti i due marò italiani, secondo quanto riferito dall’emittente indiana Times Now, dopo la firma dell’accordo extragiudiziale con il governo italiano.

La donazione
L’accordo, firmato davanti all’Alta Corte del Kerala, prevede da parte italiana una donazione ‘ex gratia’ di 10 milioni di rupie, circa 150mila euro, per ciascuna famiglia. I familiari dei due pescatori uccisi, riferiscono i media indiani, hanno quindi ritirato le petizioni presentate presso le autorità giudiziarie in qualità di parte lesa.
Gli assegni circolari da dieci milioni di rupie sono stati consegnati dalle autorità italiane al Lok Adalat (tribunale popolare) di Kochi, scrive l’Hindustan Times. La scorsa settimana, l’attuazione dell’accordo extragiudiziale raggiunto dalle famiglie di Ajesh Binki e di Gelastine e dalle autorità italiane per il risarcimento era stato trasferito dall’Alta corte di Kochi al tribunale popolare della stessa città. Gli assegni consegnati sono quindi due: uno sarà diviso dalla vedova di Gelastine e con i suoi due figli, il secondo assegno dalle due sorelle di Binki.

Il caso va
comunque avanti
Un portavoce del ministero degli Esteri di New Delhi, secondo quanto riferisce l’agenzia Pti, ha precisato che il procedimento giudiziario contro i due marò italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone andrà avanti. Nonostante l’accordo siglato tra il governo italiano e le famiglie dei pescatori uccisi nell’incidente che vede coinvolti i due marò, e gli indennizzi corrisposti da parte italiana, il caso giudiziario “continuerà”, ha detto il funzionario.

L’augurio del presidente Napolitano
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha detto di augurarsi che i due marò detenuti in India, “tornino presto liberi in Italia”. “Quegli stessi valori di libertà, giustizia, pace e cooperazione tra i popoli che ispirarono la Guerra di Liberazione ormai 67 anni fa – ha spiegato -, sono oggi alla base del significativo impegno dell’Italia per la sicurezza internazionale e la stabilizzazione delle aree di crisi del 21° secolo, in seno all’Unione europea, nell’Alleanza Atlantica e nell’ambito delle Nazioni Unite”.