Un epico Chelsea arriva in finale

ROMA – E’ finito un ciclo? Sarà l’interrogativo che, mentre il Chelsea esulta per la sua impresa e si vendica della semifinale del 2009 segnando a tempo scaduto come tre anni fa aveva fatto Iniesta, verrà proposto in tutto il mondo a proposito del Barcellona.

La squadra di tutti fenomeni, che fino a poche settimane fa entusiasmava, adesso sembrala Grande Interche nel 1967, nel giro di pochi giorni persela Coppadei Campioni contro il Celtic e regalò lo scudetto alla Juventus perdendo con il Mantova. Quel giorno un ciclo, quello di Moratti padre, finì davvero.
Stavolta il Barcellona ha ancora la possibilità di non concludere la stagione a ‘zero tituli’ (c’é la finale di Coppa del Re contro l’Athletic Bilbao) ma gli interrogativi sul futuro, compreso quello di Guardiola, rimangono. Di sicuro la squadra campione del mondo è apparsa stanca, e dopo aver perso al Camp Nou il ‘Clasico’ di campionato sabato scorso contro il Real, ha fatto cilecca anche in Champions contro il Chelsea, qualificatosi per la finale di Monaco in cui, grazie a Roberto Di Matteo, ci sarà anche un pizzico d’Italia. Addio titolo d’Europa per il Barcellona, il Chelsea ce l’ha fatta ricordando molto da vicino l’Inter di Mourinho del 2010: anche allora ci fu una squadra in maglia bianca (come il Chelsea oggi) ritrovatasi in dieci (tre anni fa espulso Thiago Motta, ora John Terry per una folle ginocchiata a Sanchez) e poi dedita soprattutto a difendere, con Drogba andato a fare perfino il terzino.

Con nove uomini dietro la palla intenti ad erigere un autentico muro, il Barcellona è andato ad infrangersi contro un Chelsea che non concedeva varchi per le ‘imbucate’ dei catalani. Sono risultate inutili tutte le mosse di Guardiola, che perso da mesi David Villa non è mai riuscito a trovare un vero partner di Messi. In più l’argentino ci ha messo del suo anche ieri, però in senso negativo, visto che il Barça è andato a sbattere sui pali del suo n. 10, con la traversa colpita dal dischetto (rigore concesso per fallo di Drogba su Fabregas) e con il tiro secco di sinistro con cui ha centrato il palo a7’dalla fine.

Al90’ci ha provato anche Mascherano, ma Cech si è opposto bene, e a tempo scaduto è arrivata la beffa del 2-2. con un contropiede fulmineo finalizzato al meglio da Torres. In precedenza la partita l’aveva fatta sempre il Barcellona, con la sua manovra avvolgente ma stavolta poco efficace anche per la fisicità del Chelsea di un Di Matteo che ha rigenerato la sua squadra dopo la cacciata del presunto mago Villas Boas, e nella circostanza ha bloccato le fonti del gioco avversario. Unica, ma non secondaria, nota negativa della serata dei ‘Blues’ sono stati i cartellini rossi e gialli che impediranno a Terry, Ivanovic, Ramires e Raul Meireles di giocare la finale di Monaco, in cui il team di Abramovich, chiunque sia l’avversario, non partirà certo favorito.

Il Barcellona ha perso quasi subito Piqué (per lui una leggera commozione cerebrale) ma ha reagito segnando al35’con Busquets, che ha concluso su cross dalla sinistra si Fabregas innescato da Dani Alves. Poi c’é stata l’espulsione di Terry, quindi, al 43′, il raddoppio ‘blaugrana’ con una classica azione della squadra di Guardiola, con pallone sempre tra i piedi per una ‘girandola’ tra Sanchez e Messi con perfetto assist dell’argentino per la conclusione di Iniesta. Sembrava fatta e invece al46’Ramires ha gelato il Camp Nou con un bellissimo tocco in pallonetto degno di un nazionale brasiliano come lui, dopo un passaggio altrettanto bello di Lampard. E alla fine ha avuto ragione Torres, proprio l’uomo del 2-2, che ieri aveva detto che “il Barcellona è un passo avanti a tutti, ma nel calcio non sempre vincono i migliori”.

IL PIZZICO D’ITALIA
Di Matteo: Chelsea all’italiana?
Conta la finale di Monaco
ROMA – Roberto Di Matteo è uno dei trionfatori del Camp Nou. Da quando ha preso in mano il Chelsea subentrando al presunto mago Villas Boas, i Blues hanno perso soltanto una volta ed ora hanno compiuto l’impresa dell’anno eliminando dalla Champions il Barcellona, ovvero i campioni in carica e probabilmente il top del mondo, anche se adesso Messi e soci hanno le pile scariche.

Con un sano calcio all’italiana più che inglese, il Chelsea ha raggiunto la finale di Monaco ed ora attende di sapere se dovrà affrontare il Real Madrid o il Bayern.

“Quando giochi con il Barcellona – dice Di Matteo ai microfoni di Sky – ti devi difendere bene, perché loro occasioni ne creano comunque. Prima delle due partite erano favoriti loro perché sono i campioni in carica ed una squadra di campioni straordinari. Ma la nostra prestazione, specie nel secondo tempo, è stata di grande carattere, con tanta voglia di arrivare a Monaco”.

“Un Chelsea all’Italiana? L’importante per noi è essere in finale – sottolinea il tecnico dei ‘Blues’ -. Il mio è un gruppo straordinario, che in queste partite dimostra di avere qualità e motivazioni. Sono felice per i miei, che si meritano questa finale”.

Si è arrabbiato per l’espulsione di John Terry? “Siamo tutti esseri umani, quindi non mi sono arrabbiato – risponde Di Matteo -. Lui è il nostro capitano, ma può capitare a tutti. Questi ragazzi sono sempre sotto pressione, ogni tre giorni giochiamo una partita importante. Ora andremo avanti così”.

Dopo quest’impresa telefonerà al suo predecessore? E l’essere arrivato in finale di Champions gli varrà la riconferma? “André Villas Boas è mio amico e lo rimarrà a vita – sottolinea Di Matteo – visto che tra noi si è creato un rapporto fantastico. Per il resto, la società prenderà a fine stagione la decisione che riterrà più giusta”.