Il cuore amaranto non basta, il Cittadella espugna Livorno

Pubblicato il 24 aprile 2012 da redazione

LIVORNO – La cornice della partita è tutta dedicata a Piermario Morosini. Grandi emozioni all’Ardenza. Poco prima del fischio dell’arbitro capitan Luci, insieme ai suo compagni, deposita una corona di fiori sotto la curva, dove campeggia una gigantografia di Piermario. Curioso siparietto. Durante il minuto di raccoglimento una maglietta del Moro, legata a un gruppo di palloncini bianco-amaranto, viene librata in cielo. La composizione creata ad hoc proprio non ne vuole sapere di abbandonare il campo. Un po’ come il Moro, lui da combattente vero l’avrebbe voluta giocare ad ogni costo questa gara.
Primo tempo senza un attimo di respiro. Tanto per ricordarci di quanto sia spettacolare questo campionato. Almeno sette le palle-gol create dalle due formazioni. Madonna deve rinunciare all’ultimo momento a Bardi, sostituito da Mazzoni. Torna titolare in mezzo al campo Simone Barone dopo sei mesi. Foscarini si affida al suo granitico 4-3-3 con Di Nardo a fare da filtro tra centrocampo e attacco. Partono meglio i padroni di casa. Lambrughi è una spina nel fianco della difesa veneta in avvio. I suoi cross dalla sinistra seminano il panico. È proprio sugli sviluppi di un cross del terzino sinistro che arriva l’occasione più clamorosa per i padroni di casa. Incredibilmente Paulinho a porta vuota spreca tutto, alzando troppo il suo destro. Il Cittadella spaventa i tifosi amaranto con la traversa scheggiata da Schiavon. Nel momento di maggior pressione dei padroni di casa gli ospiti passano. Di Roberto mette a sedere un impacciato Knezevic e centra per Di Nardo. L’attaccante scuola Napoli è libero di stoppare il pallone, eludere l’intervento di Mazzoni e depositare in rete a porta sguarnita.
Il Livorno esce dagli spogliatoi con il coltello tra i denti. Dopo aver rischiato lo 0-2 in contropiede gli amaranto trovano il meritatissimo pareggio. Sul cross del neo-entrato è miracoloso l’intervento di Cordaz. Sulla palla vagante si avventa Dionisi con il tap-in vincente. Nel suo sinistro c’è tutta ala voglia di vincere amaranto. Al 73esimo la chiave di volta della gara. Altro contropiede letale del Cittadella. Duello energico spalla contro spalla Knezevic-Di Nardo. Ha la meglio l’attaccante, libero di servire l’indisturbato Job sul lato opposto dell’area di rigore. Il sinistro vincente del centrocampista camerunense, entrato in campo da un minuto, fissa il punteggio sull’1-2. S’infiammano gli animi nel finale, mister Madonna protesta per il contatto Knezevic-Di Nardo e viene espulso. Espulsi anche lo stesso Knezevic e Marchesan. Nei minuti di recupero Bernardini si divora il gol del pareggio.
Sconfitta bruciante per il Livorno, ora inguaiato nella lotta per non retrocedere. Anche in virtù di un calendario poco agevole. Alcuni giocatori del Livorno sono usciti tra le lacrime. Volevano dedicare i tre punti al loro compagno di squadra. Siamo sicuri che Moro sarebbe stato orgoglioso del carattere di questo Livorno.

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